VITTORIA SOFFERTA, MA VITTORIA!

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Al “Massimino”, sulle tribune, i primi dieci minuti scorrono in un “assordante” silenzio. Un doveroso omaggio alle vittime delle tragedia di sabato notte nel palermitano. Perché di fronte al dolore non c’è colore.

Sul campo, invece, il Catania era chiamato a riscattare l’abulica prova offerta contro il Potenza. Sottil, stavolta, ci prova con il 4-3-1-2 con Lodi dietro la coppia Curiale-Marotta. Nel trio di centrocampo, spazio per Bucolo con Biagianti e Scaglia. In difesa nuova occasione per Ciancio in posizione di terzino sinistro.

La manovra dei rossazzurri appare subito fluida e veloce, con Lodi a coordinare le operazioni.  Ma il Siracusa non resta a guardare ed è pronto a sfruttare gli spazi lasciati dal Catania , nonché gli errori individuali in disimpegno. Come quello di Ciancio che al 25° manda Vazquez in campo aperto verso l’area etnea costringendo Pisseri a fare gli straordinari. Ed è proprio il numero 9 aretuseo, posizionato tra le linee, insieme a Del Col, a creare i maggiori grattacapi alla retroguardia etnea.  Il Catania, dal canto suo, prova a pungere principalmente sugli sviluppi di palle inattive, con Aya pericolosissimo in due circostanze. Marotta e Curiale, invece, rimangono imbottigliati nel traffico della ragnatela tesa dal tecnico aretuseo, Pazienza.

Nei secondi 45 minuti di gioco il Catania tenta di cambiare marcia. Sottil passa al 3-4-1-2 e i suoi appaiono trasformati. E, pronti via, 40 secondi,  Marotta, imbeccato da Lodi, buca la porta aretusea con un diagonale che non lascia scampo a Messina. Il Catania appare più compatto e padrone del campo. E così la reazione biancazzurra e prontamente neutralizzata sul nascere. Ma proprio mentre il team di Sottil sembra avere il controllo del match, è Catania a bucare la porta di Pisseri al 70°con un diagonale preciso. Neanche il tempo di smaltire i postumi del pareggio, che Calapai si procura un calcio di rigore. Ma Lodi fallisce dal dischetto spezzando sul nascere l’urlo del “Massimino”. Ma come nelle storie a lieto fine, a togliere le castagne dal fuoco ci pensa il capitano Marco Biagianti, che all’87° sfrutta un assist al bacio rasoterra di Lodi da calcio d’angolo. Finisce così 2-1 e al “Massimino” è festa grande.

Tre punti di fondamentale importanza per il Catania. Per la classifica e per il morale. Anche se dal punto di vista della prestazione c’è ancora qualcosa da rivedere. Da affinare, in particolare, i meccanismi difensivi e l’intesa tra Curiale e Marotta. Mentre Lodi è ancora una volta andato a corrente alternata. Ma la storia di questa Serie C insegna che sono le cosiddette vittorie “sporche” a fare la differenza, alla fine. E questa è una vittoria “sporca”, ma pur sempre una vittoria.

Antonio Longo

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