24 È UNA SPERANZA

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Questione di numeri, questione di ricordi, questione di qualsiasi cosa possa di primo impatto far tornare in mente e rivivere gioie ed emozioni, anche passate. Questo è ciò che un tifoso del Catania ha dentro di sé, quel filo conduttore interiore e personale secondo cui ogni segno capace di alludere e far riaffiorare alcune sensazioni, è una ragione più che ottima per sorridere e far battere il cuore. Sono di qualche giorno fa le dichiarazioni dell’ex tecnico rossazzurro Walter Novellino che, fra le altre cose, ha sottolineato quanto gli manchi la passione che ha respirato e vissuto in quel breve, ma intenso periodo alle pendici dell’Etna. E sono sempre dei giorni passate le note vicende riguardanti alcuni calciatori, tra cui spiccano nomi di un certo peso e che sono accomunati dal fatto di essere presenti in modo speciale nei cuori dei tifosi. Ed ancora, sono recenti le cattive notizie circa lo stato fisico di svariati giocatori, costretti allo stop forzato lontano dai campi di gioco, lasciando soprattutto il reparto offensivo con la coperta corta.

Allora, come spesso avviene in questi casi, si va a pescare fra i talenti emergenti della Berretti, e dunque il tecnico Camplone annette alla prima squadra un ragazzo ricco di premesse e promesse e lo lancia a gara in corso. Si tratta di Gianmarco Distefano, classe 2000 pronto a fare “tirocinio” in mezzo ai già affermati in categoria e a sfruttare al meglio questo periodo di assenze forzate di alcuni compagni. Salta subito all’occhio un minimo e piccolo dettaglio, che in questi giorni ha riempito le classiche discussioni fra tifosi, cioè la scelta del numero di maglia: 24. Quella maglia dal numero più che inusuale per uno che di mestiere punta a fare l’attaccante, dove la cifra ambita dal “bomber” è quel prestigioso 9 per cui tanti nella storia hanno lottato e, in alcuni casi, ricevuto profonde ferite al momento di non poterla più indossare, al punto di far trascrivere un segno “più” fra le cifre “1” ed “8”. Questione di numeri, ma anche di segni e di ricordi, perché se sullo sfondo si hanno due belle strisce a bande verticali rosse ed azzurre, il cuore di ogni tifoso non può che accennare un piccolo sorriso misto di gioia e un po’ di amara e bella nostalgia, pensando a quando quella stessa maglia la indossava Gionatha Spinesi.

Quello stesso numero, fino a qualche tempo fa, era stato scelto per la schiena di un altro attaccante, quell’Emanuele Pecorino che è stato corteggiato e scelto dal Milan, che se da un lato ha lasciato un po’ d’amaro perché lo si sarebbe voluto vedere crescere e creare qui in una nuova struttura per un nuovo prosperoso avvento, dall’altro non ha fatto altro che rendere orgogliosi tutti al momento della presentazione coi rossoneri, di un figlio di Catania, al fianco di assolute leggende come Maldini e Boban.

Quel 24 significa tanto per tutti questi motivi, e alla luce del contesto attuale, quel ragazzo che corre in campo portando orgoglioso questa forte tradizione, ha semplicemente trasmesso un sorriso a tutti, un fortissimo senso di speranza capace di far fermare il tempo ed i problemi circostanti, regalando un attimo di personale ed intima passione rossazzurra ad ognuno.

Gabriele Di Mauro 

 

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