LUCARELLI: “IO E’ UN GIOCATORE CHE NON VOGLIO PIU’ NELLA MIA SQUADRA”

Lucarelli

Alle ore 12.00 nella sala stampa di Torre del Grifo il mister Lucarelli ha parlato ai microfoni della stampa in vista della match contro il Rende, che andrà in scena domani alle ore 15.00 al “Massimino”.

Di seguito le parole dell’allenatore etneo:

“Prepariamo la partita in base ai pregi e difetti nostri e dell’avversario.
Non ci adattiamo all’avversario, ma nella situazione attuale in cui c’è ansia di fare risultato dobbiamo tenere in considerazione le caratteristiche dell’avversario.
Inizialmente abbiamo cercato di dare solidità alla squadra perché subivamo troppi goal. Poi abbiamo modificato l’assetto di gioco andando più sui duelli, grazie ai risultati e in base alle necessità della squadra.

Il Rende gioca con il 4-3-3 ed è una squadra di gamba e che fa molto bene il 4-3-3. Non hanno fatto risultato per delle disattenzioni.
Un conto è la sfida sulla carta, un’altra quella sul campo e domani è una partita da prendere con le pinze.
Con gli ultimi moduli utilizzati possiamo continuare sulla strada dei duelli.

Nervosimo di Di Piazza? A me e a noi interessa solo che lui faccia bene in campo e che la butti dentro. Credo che il nervosismo faccia parte del carattere del giocatore.

Welbeck ha bisogno di altri accertamenti, ma c’è ottimismo e noi siamo contenti per noi e per lui.
Mbende lo rivedremo per l’ultima partita dell’anno contro l’Avellino o nell’anno nuovo.

Il bilancio tra oggi e quello che avrei fatto quando sono arrivato è diverso perché ho ottenuto risposte anche mentali da più giocatori di quanti mi aspettassi.

Per noi tutti e per il bene del Catania, anche in vista del mercato, basta con tutti questi allarmismi su vari argomenti. Non dico omettere le notizie, ma facciamoci furbi perché dobbiamo rendere anche appetibile la piazza ai giocatori di altre squadre.
Oggi siamo 28 giocatori, io vorrei rimanere in 22.

Aldilà di qualsiasi tattica e situazione in campo dobbiamo ancora migliorare ed essere più cinici e concentrati.
Ai miei giocatori ho fatto un discorso sulla cultura di non prendere goal perché cambia la tenuta psicologica.

Riguardo al pensare al proprio orticello, ancora oggi c’è chi pensa più a se stesso che al bene del Catania, ma non posso cambiare totalmente una persona infatti possono solo smussare gli angoli. Resta il fatto che io è un giocatore che non voglio più nella mia squadra.
Dobbiamo debellare questo pensiero dell’io che aleggia da Torre del Grifo da troppo tempo.

Lo Monaco? È una persona ferita nell’animo, ma non è cambiato nulla circa la sua operatività perché ancora è l’amministratore delegato di questa squadra.
Si può criticate aspramente una persona, ma mettere le mani addosso è una cosa reprorevole.
L’episodio di Lo Monaco ha tirato fuori dalla squadra: qualcosa è scoccato, è cambiato.
Ho visto un Catania in crescita nelle ultime uscite.

Credo che Catania abbia bisogno ancora di risposte e di risultati per riempirsi nuovamente il “Massimino”. Ci aspettiamo e speriamo che non ci saranno contestazioni per il bene del Catania e per non dare vantaggi agli avversari.

Cercheremo di ridurre l’impatto delle tante partite in trasferta che ci aspetteranno, decidendo di andare a Pagani e a Teramo con l’aereo”.

Claudio Pisi

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