LACUNE NEL GIOCO, MA ANCHE NELL’ATTEGGIAMENTO

cartellino

Il minuto 56° della sfida fra Trapani e Catania valida per l’accesso alla finale playoff è uno dei tanti fotogrammi che rispecchiano in pieno la stagione 2018/2019 dei rossazzurri. Si crea una calca notevole in area di rigore difesa da Dini, estremo difensore del Trapani, dopo un contatto fra Llama (ampiamente fasciato per aver ricevuto una gomitata nel primo tempo) e un difensore avversario, che accentua la caduta dopo aver ricevuto una spallata dal centrocampista etneo: in quel momento si susseguono spintoni da ambo le parti, finchè di gran carriera arriva Esposito, il quale senza perdersi in formalità e senza ulteriori indugi colpisce al volto un avversario.

Rosso inevitabile, il gesto sì. Un po’ l’intera stagione del Catania è stata segnata da questo senso di inevitabilità di cose piovute addosso, ma che alla base hanno un filo conduttore identico, cioè una “culpa” grave assolutamente evitabile e da evitare, che ha fatto sì di non dare mai segni di poter capovolgere l’inerzia delle situazioni che durante il cammino sbattevano in faccia alla squadra di Sottil ( oltre che nella parentesi Novellino), quanto invece continuare ad assecondarle.

Il rosso di Esposito arriva in un momento importante della partita, ancora tutta da decidere, e che ha visto giocare in 10 contro 11 un Catania che è pure riuscito a pareggiare con Curiale a 20′ dalla fine, prima di altre cacciate dal campo sempre avverso i rossazzuri, finiti addirittura in 8. Il senso di poca lucidità e di completo affidamento al senso del momento è un modus che non porta da nessuna parte, ed infatti il Catania non va da nessuna parte, rimane quì, ancora nell’inferno della Serie C. Un canovaccio visto e rivisto, sotto svariate forme, con un esito che non differisce mai da una fine piena di rimpianti e colma di “se”: nei momenti in cui è atteso finalmente lo step per compiere l’ultimo passo, ecco che il Catania va in bambola.

Un Catania che non riesce a scucirsi di dosso quell’abito da vittima degli eventi, incapace di farseli scivolare addosso quando sono nocivi, ed incapace perfino di inquadrarli per tentare una reazione costruttiva. La trappola del Trapani era evidente a tutti sin dall’ingresso in campo, dirottando la sfida sul piano emotivo e sulla provocazione continua, forti di un vantaggio e di un pubblico che ha contribuito a rendere lame taglienti ogni singolo ciuffo d’erba del Provinciale, ma che alla fine di “provinciale” c’è stato solo l’atteggiamento visto proprio in quel minuto 56, cascando in pieno nel gioco altrui e facendosi continuare a piovere eventi senza provare razionalmente a vincerli.

Si è comunque arrivati ad un’altra semi finale playoff, agguantatata con guizzi e con disperate reazioni una volta ritrovati in situazioni da “spalle al muro”, che forse hanno (più o meno) abilmente mascherato una base non così solida pronta a sfaldarsi nei momenti clou, tale da rendere troppo ghiotta l’occasione per non cadere nel facile gioco dei “se”.. ma tant’è, perchè sarà ancora una volta questo l’asterisco in basso a destra di fianco alla dicitura “Catania stagione 2018/2019″.

Gabriele Di Mauro

 

 

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