CIAK, SIGIra: E SULLO SFONDO UN CLAMOROSO SCENARIO

Attesa e trepidazione. Sono giorni decisivi per il futuro del Calcio Catania. Da un lato la sezione del Tribunale fallimentare di Catania che dovrà decidere se accogliere la richiesta di azzeramento dell’attuale cda (con la conseguente nomina di amministratori giudiziari) avanzata dalla procura, oppure accogliere la richiesta di concordato presentata dagli avvocati di Finaria.

Dall’altro lato, invece, proprio ieri alla casella pec di via Magenta è pervenuta l’offerta di acquisto ufficiale da parte della cordata rappresentata in primis da Maurizio Pellegrino e Fabio Pagliara, che proprio qualche giorno addietro ha dato vita ad una s.p.a denominata SIGI. Poco di 1 milione di euro, più il sobbarcarsi di tutti i debiti dell’attuale società. Questi i termini dell’offerta. Un’operazione da più di 50 milioni di euro, insomma. L’obiettivo primario della Sigi è salvare la società da scenari estremi e quindi preservare la storica matricola 11700, tanto cara ai tifosi. Da valutare, invece, la progettualità sul piano sportivo, di cui (anche per rispetto dell’attuale proprietà) si è ancora parlato poco.

Resta assodata la consistenza dell’investimento, soprattutto per una squadra di terza serie, soprattutto in una situazione di emergenza mondiale come quella attuale. Ma, restando in ambito economico, i componenti della SIGI non sono certo degli sprovveduti (tutt’altro) e sono ben consapevoli che l’affare può presentare notevoli vantaggi anche in termini strettamente finanziari. Basti pensare alle potenzialità di una struttura come Torre del Grifo, invidiata da tantissime realtà del nostro calcio; basti pensare alla produttività di un settore giovanile che negli ultimi anni ha riservato grandi soddisfazioni, non solo per i risultati ottenuti ma anche in termini di ricavi (vedi operazioni Di Stefano, Pecorino, Carboni, ecc..); basti pensare che molti dei componenti della S.p.A. sono illustri imprenditori impegnati sul territorio etneo e grazie al Calcio Catania potrebbero anche trarre legittimamente vantaggio per potenziare le rispettive attività. Per non parlare, infine, del valore – sportivo e non – di investire in una piazza come quella catanese, ormai da anni uno dei principali fiori all’occhiello dell’imprenditorialità del sud.

C’è poi sullo sfondo uno scenario ancora allo stato embrionale, ma che di giorno in giorno sembrerebbe prendere sempre più piede. Come anticipato dal direttore di Sportitalia, Michele Criscitiello, la tempesta Covid-19 potrebbe portare a una rivoluzione totale dei campionati con conseguente passaggio della Serie B a 40 squadre divise in due gironi. Un’ipotesi che, inevitabilmente, prevederebbe il ripescaggio di 20 club dalla C. E, tra questi, sulla base della classifica attuale, potrebbe esserci anche il Catania. Uno scenario – ribadiamo, ancora poco concreto – che darebbe certamente verve sportiva ed economica al calcio etneo. Le società ripescate avrebbero infatti diritto ad una importante fetta di denaro proveniente dai diritti tv, oltre che ad un notevole upgrade in termini di sponsor, merchandising ed entrate varie. Ma, ipotesi a parte, al momento bisogna fare i conti con la realtà. Realtà che, invece, impone di aspettare la decisione del Tribunale fallimentare.

Marcello Mazzari

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