VERGOGNA

Traghetto

Vero è che la comunicazione in questi anni, in questi 5 anni, avrebbe potuto essere gestita meglio. Vero pure che un po’ di presunzione in meno avrebbe di certo giovato da parte di chi, ammettendo semplicemente i propri errori per tempo, poteva tentare un avvicinamento con la piazza. Ma c’è sempre un rovescio della medaglia fatto da quel lavoro che c’è ma non si vede, quella corrosione interna, di dubbi, di incertezze che non fanno dormire la notte ma che tengono su la baracca e permettono all’esterno di mostrare un sorriso smagliante. Che permettono di salvare matricola – e cosa ancora più importante – parecchi posti di lavoro. Quello è stato fatto.

Errori sul piano sportivo ne sono stati compiuti tanti: aver dato fiducia a certi giocatori che poi, numeri alla mano, l’hanno poi scialacquata al vento con prestazioni al limite dell’inverosimile, rimane un grosso, grossissimo errore. Ancora di più se si butta un occhio alle esperienze passate in cui giocatori di un certo spessore hanno deluso le aspettative, portando questa situazione a essere l’ennesima di tante già viste.

In serie C servono giocatori da serie C, non di categorie superiori che si calano in questa realtà solo per concedere la loro “grazia” alla causa rossazzurra. Serve il sangue, il sudore, la fatica e la lotta, solo in parte, accompagnata da qualche calciatore di talento. E invece si è seguito nel costruire su uno scheletro anziano, esperiente, ma attempato che in questa stagione ha scricchiolato per poi cadere come un castello di carte già dopo le prime giornate.

Da questo rimbombo, dai tonfi novembrini che dicono addio al primo posto, non è uscito bene nessuno però, neanche la stampa, ancor meno la tifoseria uscita sporca dalle bravate di una piccola sua parte. Teste di porco, minacce, multe, episodi scabrosi avvenuti già ben prima dell’ultima aggressione al direttore, avrebbero dovuto far capire che forse si era usciti dal seminato. Che forse, visto il reiterarsi di questi episodi, si sarebbero dovuti calmare i toni, farli rientrare sul piano sportivo, con la stessa caparbietà e sistematicità con cui è stato criticato (legittimamente) il direttore. Perché la penna ferisce più della spada.

Poi succede che gli esaltati di turno cavalchino il malcontento generale con un gesto eclatante quanto stupido. E ne viene sporcata, infangata, insudiciata una piazza che invece ama il calcio e la critica dura, pesante ma sempre e solamente civile e ben educata.

E nessun “Zio porco” ci scandalizzera abbastanza rispetto a un episodio di violenza, gravissimo, come quello di ieri. Quello ci ha fatto proprio vomitare tutti. Una città intera di tifosi, giornalisti e addetti ai lavori.

Anche su questo è bene battere il ferro finché è caldo!

Redazione Catania Channel

(fonte immagine: pensalibero.it)

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