CATANIA: SCAMBIO CALIL-POZZEBON?

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Dopo la gara persa sul campo del Siracusa, la delusione non è scemata alle pendici del vulcano, come dimostra il botta e risposta di cui si sono resi protagonisti l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco e il presidente del Siracusa Gaetano Cutrufo. D’altronde come non essere d’accordo con il dirigente rossazzurro, il quale sostiene che la sua squadra abbia dominato l’incontro e che la sconfitta sia più frutto del caso che di una reale superiorità degli avversari? Il campo ha detto questo, con un Catania non arrembante, ma sicuramente più propositivo degli avversari, sia prima che, soprattutto, dopo l’inaspettato vantaggio dei padroni di casa. Le occasioni sono state molteplici, di cui ben tre (una nella prima frazione di gioco e due successive al gol di Scardina) finite sui piedi di un Mazzarani meno cinico del solito sotto porta. Il numero 32 etneo, fermato anche da una clamorosa traversa a portiere avversario battuto, veniva da 3 marcature consecutive – delle quali due decisive – contro Vibonese, Cosenza e Monopoli,  ma sabato ha visto interrompersi il suo ottimo momento di forma, incappando in uno di quei pomeriggi nei quali si può tirare anche a porta vuota, ma la palla beffardamente si rifiuta di varcare la linea. Tutto ciò, pur non cancellando la prestazione quantomeno sufficiente dei ragazzi guidati da mister Rigoli, evidenzia una volta di più quale sia il vero tallone d’Achille di questa squadra: chi è il centravanti?

Le soluzioni provate sono state molteplici: dal ritorno di Michele Paolucci, passando per quello che doveva essere un usato garantito per la categoria, quel Calil che sembra ormai definitivamente scomparso dai radar e che con ogni probabilità verrà ceduto, fino a giungere agli esperimenti delle ultime settimane con Anastasi, infortunatosi dopo il gol di Cosenza, e Mazzarani ”falso nueve”. Purtroppo, e inspiegabilmente viste le previsioni del pre-campionato, nessuna di queste opzioni ha convinto fino in fondo. Paolucci e Calil sembrano lontani parenti dei giocatori ammirati negli anni passati, Anastasi - eccezion fatta per la prestazione di Cosenza- non ha convinto del tutto e non sembra poter essere l’attaccante titolare di una squadra con legittime ambizioni di promozione, ed anche la soluzione del tridente “leggero”  non può essere la medicina salva vita; né Di Grazia, né Russotto, né Mazzarani, infatti, pur essendo in grado di compiere alcuni exploit, si sono caratterizzati per essere dei bomber di razza. Questo può portare a gare come quella di sabato, nelle quali produci tanto e raccogli poco o niente, dovendoti inchinare alla dura legge del gol.

Bisogna attendere ancora poco, fortunosamente, per arrivare al mercato di riparazione, quando sarà imprescindibile l’arrivo di un centravanti per rinforzare una rosa che non può far altro che puntare alla Serie B, viste le potenzialità dei propri membri e il blasone della città rappresentata. Si attende, visto il clima natalizio, un regalo del Direttore sotto l’albero. A tal proposito, si è parlato tanto di un possibile approdo di Demiro Pozzebon alle falde dell’Etna. E chissà che proprio l’ad rossazzurro non stia pensando ad offrire come contropartita tecnica un attaccante brasiliano che, ormai, non rientra più nei progetti dell’Elefante.

Claudio Maggio

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