PROBLEMA VERTICALIZZAZIONI

Il derby dello scorso lunedì sera ha messo in evidenza quella che in questo inizio di stagione è risultata essere la maggior difficoltà per la formazione rossazzurra, cioè la verticalizzazione. Problema che, traducendo calcisticamente un’assenza di concretezza, assume contrasti più decisi nel momento in cui ci si accorge che la stagione è ormai entrata nel vivo, ma la fase offensiva, compresa quella della rifinitura, continua a zoppicare.

Le corsie esterne, dotate di dirompenza e grande corsa, specie in quella occupata da Pinto, sono risultate spesso e volentieri sterili, senza mai far davvero fino in fondo la differenza, né saltando l’uomo per creare superiorità numerica, né per fornire cross, i quali peraltro mancherebbero di un finalizzatore o un ariete d’aria di rigore vero e proprio, ad eccezione, per adesso, del solo Pecorino, schierato proprio nel derby per la prima volta dal 1′.
Dando uno sguardo in mezzo, la situazione porta ai medesimi (non) risultati. Nei casi in cui il centrocampo è schierato a 5, escluso il playmaker basso, indipendentemente dagli interpretati le due mezze ali non hanno mai convinto più di tanto, e l’unico idoneo a ricoprire quel ruolo parrebbe essere Kevin Biondi. Le opzioni nel reparto di mezzo così sembrerebbero meglio adattarsi ad un centrocampo a 2, con calciatori più adatti a muoversi orizzontalmente e garantire corsa, qualità e quantità, mancando però di quelle caratteristiche di incisività e quello step in più per graffiare la difesa avversaria con rapidi inserimenti e verticalizzazioni.

In avanti, è un chiaro campanello d’allarme, oramai, il constatare la difficoltà con cui gli attaccanti manchino di quel feeling con la porta avversaria, senza mai dare grattacapi alle retroguardie avversarie. Necessario un cambio di rotta, magari rivedendo i titolari lì davanti, o magari provando a passare stabilmente ad un tridente, aumentando la presenza tecnica sulla trequarti avversaria, offrendo più soluzioni di dialogo e dai-e-vai con gli esterni, oltre al fatto stesso di mettere numericamente più uomini vicino la porta avversaria, coprendo al contempo la zona mediana con caratteristiche di maggior contenimento. Il tempo passa, le partite pure, e con esse i punti e le occasioni. Serve un cambiamento alla svelta.

Gabriele Di Mauro

(Fonte foto: calciocatania.it)

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