RITROVARE L’EQUILIBRIO

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Quando si parla dei problemi di una squadra, del modulo da adottare, dei giocatori che devono scendere in campo, troppo spesso si pensa alla metà campo che ispira le emozioni più forti, in uno sport che, se ridotto alla sua essenza, si basa sul buttare quella maledetta palla dentro la porta difesa dal portiere avversario. Dimenticandosi per un attimo del lato più entusiasmante del gioco, però, bisogna rendersi conto che, se anche in un calcio ben più spregiudicato che in passato, praticamente tutti gli allenatori al mondo continuano a sostenere che l’attacco vende i biglietti, ma la difesa tende a vincere i campionati, un fondo di verità dovrà pur esserci. Sotto questo aspetto, purtroppo, un Catania finora comunque positivo – 5 vittorie 2 pareggi ed una sola sconfitta sono comunque un ottimo ruolino di marcia per iniziare la stagione – continua a non convincere del tutto sulla propria tenuta difensiva; troppi, decisamente troppi i 9 gol subiti in sole 8 gare disputate, soprattutto se si considera come questa squadra, come è logico che sia viste le sue ambizioni, tiene il pallino del gioco in mano per quasi due terzi della gara contro tutti gli avversari che ha di fronte (eccezion fatta per il secondo tempo di Caserta comunque dopo essere andati in vantaggio), e che dunque le occasioni pericolose prodotte dagli avversari inevitabilmente dovrebbero ridursi.

Solo due volte finora, una a Monopoli e una contro la Vibonese, il Catania è riuscito a mantenere inviolata la sua porta: un po’ poco se non si vuole essere costretti a chiedere ai propri attaccanti di segnare almeno due gol di media a partita. Fortunatamente ad oggi il buon rendimento di Curiale e Marotta, l’ultimo exploit di capitan Biagianti e qualche gol su palla inattiva hanno fatto passare in secondo piano un problema che già l’anno scorso ha prodotto qualche difficoltà, anche se prettamente nella fase offensiva: difesa a 3 o a 4?

Il Catania 2018/2019 era partito durante la preparazione estiva chiaramente dalla difesa a 4, con 4 centrali di ruolo in rosa, 2 terzini per fascia e la chiara idea di mettere in campo un 4-2-3-1 o un 4-3-3, a seconda delle circostanze; complici l’infortunio di Barisic, la ricaduta di Llama e il non perfetto inserimento finora di Vassallo, mister Sottil ha dovuto rivedere i suoi piani e, con i tanti impegni ravvicinati di questo periodo a sperimentare troppo in gare ufficiali, passando da un modulo all’altro a partita in corso, con giocatori, come Ciancio, spostati da terzino di sinistra a centrale di destra da un tempo all’altro. Questo non può che far tardare il raggiungimento di quella chimica, di quegli automatismi, di tutto ciò che serve per avere una fase difensiva solida che permetta di sostenere le ambizioni di vittoria del campionato dei rossazzurri, i quali hanno già avuto tanto dai propri due bomber.

Già da domani il rebus dovrà iniziare a sciogliersi, decidendo se schierare due o tre tra Aya, Silvestri ed Esposito, annunciato in ripresa dopo la squalifica e qualche guaio fisico. Stabilire la strada da percorrere insomma, senza cadere negli stessi errori del recente passato.

(Fonte foto: calciocatania.it)

Claudio Maggio

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