CATANIA, LO MONACO: “DA SILVA CI HA CHIESTO IL RADDOPPIO DELL’INGAGGIO. CALIL? IL PEGGIO CHE POSSA ESISTERE NEL CALCIO”

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Prosegue il count-down in vista del big-match di sabato sera al “Massimino”, dove il Catania ospiterà il Lecce nella sfida di cartello della 3° giornata del Girone C. Questo pomeriggio, intanto, a Torre del Grifo è intervenuto in conferenza stampa l’amministratore delegato rossazzurro Pietro Lo Monaco, che ha fatto il punto della situazione dopo la brutta sconfitta rimediata a Caserta.

 

La partita contro il Lecce comincia ad essere una gara delicata, nonostante il fatto che siamo ancora alla terza giornata – ha esordito Lo Monaco – Abbiamo preferito che squadra e allenatore si concentrassero solo sul Lecce, badando comunque di non farvi mancare il confronto con la società. Mercato? Noi non dovevamo fare nemmeno un’operazione dopo aver stabilizzato la lista degli over a 14: quelli in eccedenza dovevamo venderli, in modo che non gravassero sul nostro bilancio e per permettergli di giocare, cosa che qui non avrebbero certo fatto. Questo meccanismo mette in difficoltà unicamente i club, che perdono così parte del proprio patrimonio: è stato incentivato il “fuori rosa”. Nel momento in cui i due attaccanti sono andati via, abbiamo prelevato Zè Turbo dall’Inter per completare l’organico. Avevamo un vuoto in difesa che per lo schieramento a tre era incompleta, così siamo intervenuti per aggiungere un ulteriore tassello. Poi si è presentata la grana improvvisa legata a Da Silva e abbiamo provveduto immediatamente a sostituire il centrocampista brasiliano. Lui e il suo procuratore hanno tentato tutta l’estate di liberare il ragazzo perché altre società gli offrivano più del doppio rispetto all’ingaggio percepito qua. Noi abbiamo dato il via libera agli altri club, ma nessuno ha offerto un euro. Siamo andati comunque avanti, fino a quando qualche giorno fa lui è venuto a lamentarsi dicendo che la situazione per lui era divenuta insostenibile con questo stipendio. Tengo a dire che noi lo scorso anno lo abbiamo preso a 0 dopo due anni di inattività perché nei 20 giorni di prova si erano intraviste delle grandi potenzialità. Per questo dico che il “Catania è tornato”: dopo le sue lamentele, gli abbiamo detto di farsi un biglietto e andare via. Lui starà qui fino al 30 giugno, lui e il suo procuratore: può venire a chiedercelo pure la Juventus, resterà in tribuna. Detto questo, abbiamo preso Fornito che è un giocatore di tutto rispetto e soprattutto non abbiamo perso Maradona. A noi i ricatti non li fa nessuno, punto. Anche l’anno scorso alla prima aveva fatto bene, poi ad Andria ha fatto male ed è sparito. Io, tuttavia, credevo nelle sue possibilità e non ho voluto cederlo a titolo definitivo ma mandarlo in prestito a Messina. Comunque, con lui in organico avevamo 7 elementi per 3 posti, soprattutto il suo alter ego Caccetta che è uno dei migliori mediani della categoria. Calil? Quanto di peggio ci possa essere nel calcio. E’ verissimo che ha un contratto con il Catania, nessuno ha messo la pistola in testa al Catania per fargli il contratto. Lui però è un discorso chiuso da due anni, gli abbiamo permesso di allenarsi in estate con noi perché ci aveva garantito al 100% di andare via. Ha cambiato 3 procuratori in un paio di mesi, questo perché è voluto rimanere a tutti i costi tenendosi il suo stipendio da 180 mila euro a stagione. Molti club si sono fatti avanti per lui, compresa all’ultimo giorno di mercato la Sicula Leonzio. Non c’è stato nulla da fare perché pretendeva tantissimi soldi. Lui in 3 anni è costato al Catania quasi un milione di euro, cose che difficilmente avevo visto anche in Serie A. Non ho parole per Calil, adesso fa la bella vita mangiando, bevendo e intascandosi il suo bell’ingaggio. Lui dovrebbe spiegare perché ha rifiutato il Monza, perché ha rifiutato la Sicula: è una battaglia persa. Ad esempio, la Vibonese nel caso in cui venisse riammessa, potrebbe manifestare interesse per lui: ma secondo voi (riferito ai giornalisti n.d.r) Calil andrà mai a Vibo Valentia?”.

 

“La partita di Caserta? Siamo molto amareggiati, nelle prime due gare ci aspettavamo un inizio diverso. Nella prima partita abbiamo lasciato 2 punti, nella seconda 3 a Caserta – ha proseguito il “direttore” –  Era tanta la delusione che non abbiamo protestato sul nettissimo rigore nob dato a Russotto sull’1-0: viviamo la sconfitta come un ipotesi di fallimento. Invece non deve essere così, perché il campionato è ancora lunghissimo. Dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. A detta di tutti gli addetti ai lavori abbiamo un organico forte, per alcuni il migliore in assoluto in tutti e 3 i gironi. Il percorso di Salernitana, Benevento e Foggia è stato una sfilza di 1-0, 0-0, 2-1: questo perché il torneo è davvero tosto, c’è tanta sofferenza. Se riusciremo a creare un ambiente compatto, credo che potremo tranquillamente farcela. Se invece si inizia a demonizzare, mettendo in discussione addirittura lo staff tecnico, allora è un “calcio da lavandaie”. L’idrante apertosi a Caserta durante un nostro contropiede è la manifestazione di ciò che è la Serie C. Domenica ho visto qualche partita di B e ho chiesto a Dio il miracolo di farci salire subito di categoria: è davvero di un altro mondo. Purtroppo, però, siamo in Serie C e dobbiamo sudarcela per conquistare la promozione. Purtroppo abbiamo molti elementi non ancora al top della condizione, ma aspettate di vedere quando staremo bene. Raffreddamento dei tifosi dopo la falsa partenza? Ho maledetto me stesso perché dall’inizio credevo che dopo due vittorie, contro il Lecce ci sarebbero state 15 mila persone al “Massimino”: mi sono portato sfortuna da solo. Noi però abbiamo la responsabilità di portare allo stadio i nostri tifosi e dobbiamo prendercela. Lodi? A Caserta non ha fatto una grande partita, ci aspettiamo e può fare molto di più Se giocherà sabato dopo la botta al piede? Certo che ci sarà, sta meglio di me (ride n.d.r.). Di Grazia non era nella sua posizione naturale ed ha sofferto un po’, mentre Fornito è entrato solo negli ultimi 20 minuti finali. Giuseppe è uno spot per il Catania, ci ha voluto fortissimamente e sono sicuro darà un grande apporto alla squadra. Le dichiarazioni di Lucarelli? Quando le cose andranno in un certo modo, non andrà più in sala stampa. Lui sta studiando per diventare un grande allenatore, è uno emotivo, caldo, certe volte ci sta che questo modo di essere venga fuori. Biagianti? Evidentemente in quest’inizio l’allenatore ha fatto altre scelte. Marco però è sempre il Capitano, lui è il capitano dentro e fuori dal campo. Con il nuovo regolamento sulle 5 sostituzioni ormai in campo non si va più in 11, bensì in 15. Il rinnovo di Russotto? Lui ha voluto rimanere fortissimamente. In questo momento è uno dei giocatori più in forma, ficcante. Ha reso pubblica la sua unione con una ragazza catanese e questo gli ha restituito un determinato equilibrio. Zè Turbo? E’ un bel progetto di giocatore, ha delle ottime qualità. Fisicamente è ben messo, lo abbiamo preso in prestito dall’Inter ed è un progetto a cui teniamo molto”.

Daniele D’Alessandro

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