Lucarelli : “Episodi non favorevoli ma nessun alibi. Ci è mancato il colpo del KO”

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Ecco alcune delle dichiarazioni che Andrea Russotto e il Mister, Cristiano Lucarelli, hanno rilasciato ai giornalisti nel corso della consueta conferenza stampa del venerdì:
Lucarelli:“Domenica sono stati determinanti gli episodi, che spesso fanno il bene o il male in una partita. Noi facciamo delle valutazioni su come si è svolta la gara, su quanto abbiamo sofferto e su quanto è stata dura, mentre magari, da altri punti di vista, la prima cosa che si va ad analizzare è il risultato. Guardiamo la prestazione, le cose da correggere e le cose su cui insistere. Contro la Juve Stabia abbiamo giocato la maggior parte del tempo nella loro metà campo, ci è mancato solo buttarla dentro. Contro il Trapani, ricordo un colpo di testa, niente più, i loro due gol sono venuti per errori nostri, ma nel secondo tempo è esistita solo una squadra, abbiamo mancato il colpo del K.O. Abbiamo giocato contro i quarti in classifica, se si guardano i punti sul campo, e contro uno dei migliori allenatori della serie C che gioca in attacco. L’abbiamo costretto a giocare di rimessa. L’unico risultato che serviva era la vittoria, non il pareggio, per questo abbiamo assaltato la loro area negli ultimi 10 minuti . A noi è mancata, e i campionati sono fatti di queste qua, la capacità di dare il colpo del K.O. nelle partite in cui serviva. È mancato anche il nostro bomber che ha sofferto diversi problemi fisici. Gli episodi in molte occasioni non ci sono stati favorevoli, non voglio però alibi. Certo, un conto e andare in vantaggio dopo 7 minuti e far rimanere il Matera in 10 uomini, un conto è la svista difensiva nostra. Se decidiamo di litigare tra di noi e dire che il Catania non ha subito errori arbitrali gravi, va bene. Io ricordo che prima la città, la stampa, insorgevano contro gli errori gravi come quelli che abbiamo subito noi quest’anno. Datemi i punti di Bisceglie, con il Matera e vediamo che la squadra sarebbe arrivata all’ultima curva in una certa maniera. Ci è mancata solo la sgasata definitiva. Abbiamo lavorato sempre su due moduli che ci hanno portato a lottare con altre due squadre forti la promozione diretta. Non abbiamo mai accantonato nessuno dei due. Abbiamo dovuto esaminare tante situazioni legate ai due schemi: per esempio con squadre di alta o media classifica con il 4-3-3 abbiamo fatto fatica a centrocampo. Con quella di medio bassa siamo andati bene anche con gli uomini in meno in mezzo. Però, quando si parla di play-off, si parla di  una competizione completamente diversa: non si possono fare calcoli, ogni partita o si perde o si vince. Se noi riuscissimo arrivare secondi, per arrivare in finale, ci basterebbero una vittoria e tre pareggi, se arriviamo terzi ci vorrebbero 2 vittorie e 4 pareggi. La modernità delle idee del calcio impone di portare degli accorgimenti per affrontare le squadre  con certe caratteristiche, per cui bisognerà sempre valutare l’avversario, il modulo e come rispondere alle loro peculiarità. Dobbiamo essere bravi a limitare i difetti che abbiamo, e che è normale che ci siano. Non abbiamo mai abbandonato l’idea di giocare con il 3-5-2. […]C’è il dovere di non dare niente per scontato preparando ogni turno con la massima pignoleria. Per esempio domenica, nell’episodio della traversa, venuto da un nostro calcio d’angolo a favore. Ci siamo addormentati non c’è stato nessuno che bloccasse la ripartenza: i particolari fanno la differenza. Secondo me, sono due le cose fondamentali da smaltire come squadra: la delusione della mancata promozione diretta. Non dobbiamo restare piangere sul latte versato, cercando i prendere quello di buono che c’è stato ed eliminando quello di non buono. Bisogna crescere come uomini e calciatori. Altra cosa è il recupero fisico, abbiamo rincorso il Lecce per 34 giornate e c’è il bisogno di tirare un po’ il fiato anche per recuperare tutti i calciatori. […] Ho ruotato sempre, tutti hanno giocato: per me abbiamo 24 titolari.
Io dico che mi sono azzardato a caldo dopo una partita, per dire che probabilmente che abbiamo subito un po’ di emotività, mi sono ritrovato con i titoli sui giornali ‘Lucarelli attacca i tifosi’.[…] Ci sono giocatori della domenica e i giocatori del giovedì, io non posso escludere l’emotività che esiste in tutti i lavori; c’è la parte positiva dell’emotività, quando mi vanno bene le cose riesco ad avere un certo tipo di prestazione, poi c’è quella negativa: quella che davanti alla prime difficoltà ti porta a far fatica. Quando la propria squadra perde io sono uno di quelli che si prende tutte le fucilate, le critiche e le offese. Io sono uno che cerca sempre di togliere la squadra dal diluvio universale e che si mette in prima linea, perché credo che abbia dei risvolti positivi lasciare il gruppo tranquillo a fronte di una prestazione non brillante. Ci sono delle squadre in serie A che hanno un mental coach per gestire queste cose qua. [..] Abbiamo giocato tante volte dopo il Lecce e non è semplice, l’allenatore può arrivare fino a un certo punto. Mi avete spesso criticato perché sono uno che cambia tanto, ma non è vero: ho cambiato soltanto quando abbiamo giocato 3 volte in una settimana. Ma l’intelaiatura di squadra è rimasta sempre la stessa. Noi dobbiamo capire che siamo una squadra forte, che gli altri devono avere più preoccupazioni di noi nell’incontrarci. Anziché dover giocare con squadra come la Juve Stabia con 11 giocatori dietro la linea della palla, invece ai play-off dovranno giocarsela per forza, non possono passare il turno altrimenti. Io credo che il Catania in queste condizioni si è sempre esaltato. Quando siamo stati costretti a giocare negli ultimi 30 metri, dove ci vuole un po’ più di spensieratezza dove bisogna prendersi responsabilità ci siamo trovati in difficoltà, è innegabile.

Ogni sostituzione viene fatta per avere dei vantaggi, noi guardiamo la settimana e avevamo visto Semenzato in crescita. A un certo punto Esposito domenica non correva più, in più eravamo ‘bassini’ e andavamo in difficoltà nei piazzati. In quel momento lì, quando vedo Esposito in calo, non posso che mettere un terzino destro al suo posto. Io non posso decidere col senno di poi. Quando ho visto i play-off lo scorso hanno e Lo Monaco mi ha detto di Semenzato gli ho detto di prenderlo subito. Era l’unico che faceva sali e scendi sulla fascia, può darsi che il giocatore sia uno di quelli che ha sofferto un po’ di più certe situazioni psicologiche. E’ un giocatore che ci serve per i play-off, I calciatori non sono Taxi che si usano quando ti fa comodo, li devi preparare mentalmente facendoli giocare. Domenica ho fatto una squadra per dare minutaggio a chi aveva giocato meno, abbiamo un organico forte e ne siamo tutti convinti, non ci devono essere dubbi se giocano Esposito o Semenzato, Lodi o Bucolo, Porcino o Marchese.
Io e i ragazzi vogliamo concludere il campionato in una certa maniera, specie dopo aver fatto 70 punti. Detto questo non me ne faccio una malattia di arrivare primo o terzo, me ne faccio poco se non ho risolto i problemi psicologici. E poi 24 giorni fermi sono tanti.
Vogliamo chiudere al meglio questa stagione positiva. Facciamolo tutti insieme, manca un mese, bisogna girare pagina e riprovarci. CI è sfuggita questa opportunità, ha vinto il Lecce. Siamo uomini di sport e dobbiamo accettarle certe cose anche se fa male. C’è da preparare una nuova competizione, che esce dalle logiche di coppa e di campionato. Vince chi è più cazzuto e chi ha più testa, io dico anche, chi ha la possibilità chi ha la possibilità di arrivare all’appuntamento entusiasti.
Lo Monaco Non è tipo che guarda in faccia qualcuno per il bene del Catania, vedendo il nostro tipo di lavoro ha ritenuto che questa stagione fatta di tanti record non meritasse un esonero.[…]Io ho il contratto anche per l’anno prossimo, non so se mezza Catania si butterà fuori dalla finestra, ma è così. Fuori da Catania la stagione del rossazzurri è stata vista ottimamente, mi hanno chiamato anche squadre di serie per avere informazioni sui calciatori. Abbiamo bisogno di stare uniti.
Russotto: “Abbiamo commesso degli errori, ci speravamo da inizio campionato è normale ci sia delusione. È sinonimo di una squadra che ci tiene e vuole raggiungere l’obbiettivo. Io penso che noi abbiamo 67 punti e ci sono squadre che con meno punti hanno vinto il campionato, a livello di numeri siamo una buona squadra che può vincere i playoff. Se valutiamo le occasioni in campionato, i ragionamenti sono altri. Andiamo però ad affrontare i play-off con la consapevolezza che siamo una squadra forte.
 L’infortunio fa parte del lavoro. Con la mia assenza la squadra ha dimostrato di essere di livello, soprattutto i giovani. Non si è sentita la mia mancanza. Rispetto ai miei compagni sono indietro a livello fisico, ma la condizione si trova la condizione giocando, con le partite. Per tutto il resto sto bene. Per quanto mi riguarda con il mister ho un buon rapporto, ha fatto tanto per farmi restare. A livello personale ho da ringraziarlo e ho un buonissimo rapporto con lui.  La pausa ci permette di resettare, riparte un campionato. Sicuramente, prenderemo questi giorni per lavorare e di sistemare gli errori. Dobbiamo anche ricompattarci e ricompattare una città intera andandoci a giocare i play-off con la convinzione che, seppur non abbiamo vinto il campionato, siamo forti. La forza del Rende è la compattezza di squadra, a livello mentale sono un 11 maturo. Dobbiamo temere solo noi stessi. A inizio campionato mi sono trovato bene a fare la seconda punta, a me piace, mi ritrovo più vicino alla porta. Per le ricadute spero non ce ne saranno, ho voluto accelerare il recupero per entrare a Lecce. Oggi con il senno di poi non lo farei ma stare in tribuna è difficile. Khalifa ha dimostrato di essere un giocatore importante, ma io spero di raggiungere l’obbiettivo con chiunque anche stando fuori dal campo. Per questo non so dirti se mi piacerebbe giocare con Khalifa o meno,  so solo che la rosa è forte”.

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