QUEL “DANNATO CAMBIAMENTO” CHIAMATO NOVELLINO

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La domenica calcistica appena passata è una di quelle domeniche destinate a rimanere indelebili in ogni mente del tifoso rossazzurro, fatta di mille colori e di sensazioni fulminee, intense e dal sapore unico. Dopo tantissimo tempo, infatti, è scesa in campo una squadra che ha finalmente capito e cavalcato gli animi rossazzurri, riuscendo a ribaltare il risultato in maniera quasi insperata, dopo che si erano visti scampoli di partita a dir poco osceni.

Facendo un passo indietro, il fine settimana scorso era stato tempestato da un silenzio assordante, che ha fatto da sfondo ad una serie di sensazioni dai tratti amari e spiacevoli in città. Il primo a prenderne atto è stato il tecnico Novellino, capace di farsi interprete dei sentimenti e del sentire rossazzuro, talmente coraggioso e carismatico da mettere in atto quello che tutti volevano vedere: un dannato cambiamento. Parola troppo facile e piena a dirsi questa, difficile da applicare e ancor più ardua da mettere concretamente in pratica nel modo più corretto. In realtà il passo indietro da fare risulta essere meno recente rispetto allo scorso week-end, precisamente in data 26 Febbraio, cioè il giorno in cui l’attuale tecnico ha accettato di sedere sulla panchina del Catania. È proprio da questo indispensabile riferimento che va colto quanto accaduto e porsi la seguente domanda: perchè mai un tecnico come Walter Novellino avrebbe accettato di venire a farsi prendere a pesci in faccia a campionato quasi compromesso?

Il motivo, chiaro e tondo, è stato definitivamente svelato domenica: semplicemente, il mister ha grossi attributi e spalle talmente larghe da assumersi grandissime responsabilità, conscio del fatto che, in caso di fallimento, sarebbe stato additato come primo e unico responsabile. Oltre agli assenti forzati Marotta e Silvestri, rispetto agli undici scesi in campo mercoledì scorso contro la Viterbese, ci sono state altre modifiche: fuori Pisseri e dentro Bardini, out Di Piazza e Angiulli e largo a Brodic, Sarno, Rizzo e Manneh.

Il messaggio è chiarissimo: dentro i giovani, fuori chi non si sbatte a dovere per questa maglia. Novellino non guarda in faccia nessuno e se ne assume in toto le responsabilità. A fine partita ha poi dichiarato di aver solamente “sposato una causa vinta, perchè – a detta sua – i giovani alla lunga ti danno molto“. Bellissime parole le sue, vere e stracolme di ragione, perchè a 10′ dalla fine e sullo 0-1 Bisceglie, ogni tifoso del Catania era in ogni caso al fianco del coraggioso condottiero: sull’1-1 era in fibrillazione e sul 2-1 è letteralmente esploso in un mix di emozione, gioia e pianto, perchè domenica non ha vinto solo una squadra, ma un’intera causa che ha accomunato tutta la città di Catania, rispecchiata e portata con orgoglio dal tecnico ex Sampdoria, quasi in lacrime a fine partita e visibilmente provato dall’emozione e dall’incontenibile gioia.

Novellino è giunto qui per questo motivo: non per un semplice lavoro, ma per una causa rossazzurra che dovrà essere pronta all’ennesimo assalto alla Serie B. Ora più che mai tutti uniti sotto la guida del “condottiero Monzòn”.

(Fonte foto: In qualunque categoria. Catania nel cuore)

Gabriele Di Mauro

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