NICOLATO: “VOGLIO VEDERE UN CALCIO OFFENSIVO”

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Giornata di rifinitura per l’Under 21 di Paolo Nicolato. Gli “azzurrini”, infatti, si apprestano a disputare l’amichevole contro la Moldavia, in programma domani pomeriggio alle 18.30 al “Massimino”. Proprio il commissario tecnico della Nazionale, nella Sala Congressi di Torre del Grifo, ha parlato così ai microfoni dei giornalisti presenti:  “Domani cercherò di mettere in campo una formazione che dia modo ai ragazzi di giocare nel miglior modo possibile. Gli allenamenti? Abbiamo fatto 5 allenamenti, di cui qualcuno a ranghi ridotti. Ho cercato di porre delle basi e far capire dei concetti ai ragazzi riguardo il modo di lavorare e stare insieme. Per fare una cosa e farla bene ci vuole tempo. Ho trovato un gruppo di ragazzi a posto, intelligenti, vogliosi di lavorare e far bene. Mi aspetto un buon atteggiamento, entusiasmo e voglia di giocar bene. Alla squadra ho chiesto di non aver paura di sbagliare, loro giustamente saranno un po’ tesi ed emozionati. Gli errori che faremo eventualmente domani ci serviranno per migliorare, per cercare di costruire qualcosa in vista del futuro: è un lungo cammino che dovremo fare insieme. Modulo? Sicuramente giocheremo con la difesa a 4, poi da lì in su vedremo. Vogliamo giocare un calcio offensivo, cercheremo di alzare il baricentro ed esprimere un calcio propositivo: in questo momento escludo l’utilizzo della difesa a 3. Le condiizoni climatiche? Si, è vero ha piovuto tanto, ma comunque non abbiamo avuto particolari problemi.Il nostro reparto offensivo? Hanno grandi potenzialità, devono crescere ma hanno davvero del buon potenziale e grande qualità. Abbiamo la fortuna, adesso, di avere attaccanti che trovano regolarmente spazio nei club: una delle problematiche da superare, infatti, è che qui in Italia di solito i più giovani hanno minutaggio basso. Questo è importante per l’esperienza e per il calcio giocato: quest’anno, però, il reparto offensivo ha più elementi che giocano e hanno spazio. Moldavia? Non dobbiamo essere presuntuosi, ogni gara a questi livelli è difficile. Ciò che voglio vedere dai ragazzi è quello di non sentirsi più forti e superiori soltanto perché ci chiamiamo Italia”.

A cura di Daniele D’Alessandro e Marcello Mazzari

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