LA DURA LEGGE DEL GOL

È la dura legge del gol, su cui si basa uno sport che più si prova a complicare più ci ricorda la sua innata semplicità: vince chi scaglia quella maledetta palla più volte dentro quella dannata porta. Tutto il resto, schemi, tattiche e strategie, contano solo in funzione del gol, unico obiettivo di una squadra che voglia raggiungere il traguardo ribadito dal proprio dirigente in settimana, ovvero la promozione.

Un solo gol, peraltro su rigore concesso con un tocco di mano beffardo al 91esimo minuto dal difensore della Virtus Francavilla, realizzato da Lodi tra i fischi del “Massimino”, questo il misero bottino degli ultimi 270 minuti rossazzurri, caratterizzati peraltro da un’involuzione evidente sul piano della qualità del gioco. Come se non bastasse la diatriba Lodi-Sottil a complicare ancor di più il cammino, levando una delle poche certezze rimaste, portando il tecnico a continuare con gli esperimenti più disparati, che non hanno portato a nulla. Il Catania non ha buon gioco, né palla a terra né sfruttando le fasce, e di certo rinunciare all’unico giocatore che con tutti i suoi limiti porta in dote un briciolo di estro e creatività, per una squadra che ormai ne ha davvero poca negli ultimi 30 metri, sembra essere pura follia. Dove va schierato può essere opinabile (anche se i migliori 45 minuti della stagione si sono visti nel secondo tempo col Trapani con Lodi regista nel 4-3-3), ma che debba esserci è fuori ogni dubbio.

Poi bisogna risolvere l’enigma di chi affiancare a Marotta, a secco ormai da troppo, per riportare al gol il proprio bomber e, magari, trovare qualche bocca di fuoco alternativa. Anche le palle inattive, complice l’assenza del tiratore designato, che erano state una delle poche note positive, sono diventate nuovamente infruttuose, sconclusionate e mal gestite. Un vero peccato con la batteria di saltatori di cui il Catania dispone, con Barisic, Marotta, Aya e Silvestri o Esposito sempre pronti a sfruttare la loro fisicità.

Domenica, contro la Cavese, potrebbe essere di nuovo il turno di Vassallo, dopo l’incolore prova di Brodic settimana scorsa, di battere la corsia di sinistra, con Barisic favorito sulla corsia opposta, ma purtroppo il problema sembra l’impostazione, troppo spesso lenta e prevedibile, incapace di imbeccare chi gioca davanti. Che sia davvero l’arrretramento di Lodi la soluzione?

Claudio Maggio

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