IL CATANIA LOTTA E PASSA: 3-2 ALLA VIRTUS FRANCAVILLA

Descrivere quanto accaduto da quel Bisceglie-Catania 0-1 del 9 marzo è praticamente impossibile. Il mostro chiamato Covid-19 ha devastato il pianeta, portando via con sè migliaia di vite umane e la nostra quotidianità. Il calcio si è fermato, dalla A alla C, per 3 lunghissimi mesi. Un’anomalia vera e propria, lontana anni luce dalle più fervide immaginazioni. Anche il Catania, purtroppo, è stato investito in pieno da questo tsunami, il quale altro non ha fatto che acuire la già drammatica situazione societaria del club rossazzurro.

In bilico tra il fallimento e la sopravvivenza – con la Sigi pronta a vincere il bando competitivo non appena e se quest’ultimo verrà istituito dal Tribunale – l’Elefante è tornato comunque in campo, al vecchio “Cibali”, per il primo turno della fase Play-Off.

LA PARTITA

In un “Massimino” tristemente e desolatamente deserto – in osservanza delle rigide misure adottate per contrastare la pandemia – i rossazzurri sfidano la Virtus Francavilla, nona classificata nel girone C della regular season.

Mister Lucarelli, anima e cuore della squadra etnea, decide di optare per il 4-2-3-1. Davanti a Martinez, preferito a Furlan, linea difensiva formata da Calapai, Mbende, Silvestri e Pinto. A centrocampo, cerniera mediana composta da Salandria e Vicente, mentre Capanni, Curcio e Biondi supportano Curiale unica punta.

Pronti-via, i ritmi sono blandi, come facilmente preventivabile dopo tanti mesi di inattività. Il Catania prova a farsi vedere in avanti, ma al 12° è Leonardo Perez a portare avanti gli ospiti con un guizzo da rapace d’area di rigore su cross teso che non lascia scampo a Martinez. I rossazzurri subiscono il colpo, anche dal punto di vista psicologico. La Virtus vola sulle ali dell’entusiasmo, andando a capitalizzare la seconda occasione della gara con la rete di Vasquez, abile a insaccare di testa al 20° sugli sviluppi di corner. 0-2, doccia gelata sulla formazione etnea.

A suonare la carica, però, ci pensa il “figlio del Liotru”, Kevin Biondi, che 7 minuti più tardi riapre i giochi dopo una mischia nell’area di rigore avversaria. 1-2, gara e qualificazione totalmente riaperte dato che ai padroni di casa – in virtù della miglior posizione in classifica – basta e avanza anche il pareggio.

Dopo il clamoroso black-out, con l’ex Cibali totalmente al buio per circa 10 minuti e la gara conseguentemente sospesa, si va negli spogliatoioi.

Nella ripresa, dopo il probabile effetto Lucarelli, il Catania torna in campo col dente avvelenato. Prima Curiale si divora il gol del pareggio dopo una corta ribattuta di Poluzzi su botta di Curcio, poi ecco arrivare il penalty del 2-2. Su cross di Biondi, tocco di mano di un difensore ospite: nessun dubbio per il direttore di gara Marchetti, calcio di rigore e Curcio insacca. Parità ristabilita, rossazzurri virtualmente qualificati. L’Elefante continua a spingere, sfiorando addirittura il gol del sorpasso dopo una strepitosa percussione di Kevin Biondi (migliore in campo a pari merito con Capanni) la cui conclusione si spegne di un nulla sul fondo.

Per la Virtus piove sul bagnato quando Vasquez ingenuamente prova a ingannare Marchetti cercando il tiro dal dischetto: secondo giallo per simulazione e gara terminata per lui.

Nel recupero, a suggellare la rimonta rossazzurra ci pensa lo strepitoso coast to coast di Giovanni Pinto: progressione fantascientifica sulla fascia mancina, avversari saltati come birilli e botta clamorosa per il 3-2 finale.

Il Catania versione guerriero subisce, incassa, ma poi lotta e rimonta. Gli uomini di Lucarelli conquistano la qualificazione al secondo turno della fase Play-Off. La sfida più importante, tuttavia, continua a giocarsi fuori. Le prossime giornate saranno decisive per la sopravvivenza del Calcio Catania 1946, matricola 11700. La città e la Sigi trattengono il fiato, in attesa dell’agognata apertura della procedura competitiva da parte del Tribunale etneo.

Daniele D’Alessandro

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