Catania-Livorno 1-1: l’ultimo canto del gallo

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Sconcertante epilogo di partita al Massimino dove i labronici raggiungono i rossoazzurri al 96′. Rigore dubbio fischiato dall’arbitro Mariani, ma il pareggio, in fondo, è il risultato più giusto.

Partita che si preannunciava abbastanza concitata già alla vigilia, dove si affrontavano le due squadre che avevano collezionato, sino ad ora, il maggior numero di cartellini rossi (14 il Catania, 13 il Livorno). Match che non delude le aspettative, con i padroni di casa piuttosto rinunciatari nel costruire azioni degne di nota. La squadra di Panucci pressa alto e non permette nemmeno alla coppia centrale Sauro-Schiavi di iniziare l’azione, motivo per cui la soluzione migliore per i rossoazzurri risulta essere, molto spesso, il lancio lungo a scavalcare il centrocampo. Proprio in questo modo il Catania va in vantaggio: al 19′ lancio di Coppola per la sovrapposizione di Mazzotta, il quale calcia addosso a Mazzoni e, sulla successiva respinta, serve l’accorrente Sciaudone per la stoccata sotto la traversa che vale l’1-0 etneo. I labronici non ci stanno e continuano a tenere il pallino del gioco, creando anche qualche brivido alla porta dell’ottimo Terracciano con Vantaggiato in più di un’occasione. Sul finire del primo tempo, Castro si libera bene al limite dell’area ma la sua botta finisce alta, di poco, sopra la traversa.
Seconda frazione di gioco dove ci si aspettava un Catania motivato a mettere a sicuro il risultato. Al 52′ Emerson si vede ribattere la sua punizione dalla barriera rossoazzurra, palla in corner. Gli uomini di Marcolin soffrono parecchio gli attacchi amaranto dalle fasce, con Belmonte in evidente difficoltà. Al 57′ lo stesso difensore cosentino lascia il posto a Sauro, ma la musica non cambia e gli etnei continuano a perdere metri. La soluzione per Marcolin, al quanto inspiegabile per molti di noi, è di togliere Rosina inserendo Capuano, al minuto numero 68. Gioco-forza, sono gli ospiti a sfiorare il pari con Jelenic al 70′ (conclusione deviata da Schiavi fuori di poco),Luci all’ 80′ (pallone alto sulla traversa), Galabinov all’ 82′ (colpo di testa alto) e Vantaggiato due volte (all’ 87′ gran tiro fuori di un soffio e al 90′ colpo di testa a botta sicura su cui è formidabile Terracciano). Nel frattempo sono troppi i cartellini gialli mostrati dall’arbitro Maurizio Mariani della sezione di Aprilia ad ambo le squadre, a volte non sempre evidenti. Ma il direttore di gara sembra non essere “soddisfatto” del suo operato e al 51′ (oltre il tempo limite dei 5 minuti di recupero), nel mezzo di un parapiglia” in area rossoazzurra, decide di fischiare un calcio di rigore a favore dei toscani, decisione di cui la moviola non ha testimoniato ancora la veridicità. Dal dischetto si presenta Vantaggiato che sigla il pareggio per la squadra di Panucci, 1-1 tra le mille proteste.
Per come è andata la partita il pareggio è decisamente il risultato più giusto. Marcolin ha affidato, spesso e volentieri, l’incombenza a Castro di trovare la giocata giusta per un Maniero lasciato troppo solo tra le maglie amaranto. I meriti sono anche di Panucci, capace di trovare la superiorità numerica a centrocampo e raddoppiare le marcature su ogni portatore di palla. Ci lascia ancora decisamente perplessi la scelta effettuata dal tecnico rossoazzurro nello schierare Capuano al posto di Rosina al 68′, in un frangente della partita dove i rossoazzurri, piuttosto che rinculare, avevano bisogno di qualcuno che tenesse alta la squadra. Che ci sia dell’altro dietro? Speriamo vivamente di no.
Poi sale in cattedra l’arbitro Mariani, incapace per tutta la partita di saper gestire gli animi turbolenti delle due squadre. Cartellini svolazzati in faccia senza troppi fronzoli e sempre distante dalla posizione ottimale che un direttore di gara dovrebbe adottare per vedere meglio i frammenti di gioco. L’ultimo canto del gallo, al minuto 51, decide una partita già di suo incriminata per i flussi di scommesse “sospetti”. Per il bene del calcio, speriamo che il suo canto sia davvero l’ultimo.
Pietro Santonocito
    Primavera

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