CATANIA, AL “MENTI” FUORI L’ORGOGLIO

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Si avvicina il fischio d’inizio di Juve Stabia-Catania, match in programma oggi pomeriggio alle 18:30 e valevole per il dodicesimo turno del campionato di Serie C, Girone C.
I padroni di casa accolgono i rossazzurri con ben 22 punti raccolti nelle 9 partite sin qui disputate, confermando, se mai qualcuno l’avesse messo in dubbio, di essere una delle formazioni più attrezzate e difficili da affrontare dell’intera Serie C. Numeri alla mano, infatti, la squadra guidata dall’ex di turno Fabio Caserta è un’equipe solidissima: 20 le reti già realizzate in campionato, con una media quindi di 2 gol a partita, e una difesa che è così impermeabile da far notizia visti i soli 5 gol fin’ora incassati in questo avvio di stagione (seconda miglior retroguardia del campionato per reti subite). Inoltre, ai gialloblù non mancano di certo individualità importanti: Paponi, Canotto e Carlini, oltre ad essere i principali realizzatori della squadra, sono giocatori rodati ed esperti per la categoria. Attenzione quindi alle “Vespe“, imbattute in questo campionato e vogliose di “pungere” ancora.
Questa partita inoltre, come detto, segna l’ennesimo incrocio fra l’ex centrocampista rossazzurro e oggi allenatore della Juve Stabia, Fabio Caserta, col suo passato alle pendici dell’Etna. Al calabrese non è mai stato perdonato il passaggio all’odiata rivale Palermo nell’estate del 2007.

Proprio riguardo quest’argomento, il tecnico gialloblu ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: “Sono tornato lo scorso aprile al Massimino, la partita è finita 0-0 e purtroppo il clima è stato pessimo: è stata una giornata difficile. Stavolta se non altro giochiamo in casa. A Catania sono stato benissimo, tre stagioni stupende che mi hanno lanciato nel grande calcio conquistando prima la promozione in Serie A e poi la salvezza con Pasquale Marino, che mi ha dato tanto. 2 febbraio? (si riferisce al derby Catania-Palermo del 2007, in cui a fine partita gli scontri fra le due tifoserie che portarono alla morte dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti, ndr) Segnai, ma perdemmo 2-1. Niente in confronto a quello che successe fuori dallo stadio. Sembrava che ci fosse stata una guerra. Dovevo essere convocato in Nazionale, invece il calcio venne giustamente fermato e per me quel treno non passò più. Il mio passaggio al Palermo? Purtroppo c’è stato chi all’interno della società mi fece passare per traditore, ma io non ho tradito nessuno. Semplicemente mi hanno voluto vendere. E il fatto che io sia andato al Palermo non mi è stato perdonato dai tifosi”.

Se la Juve Stabia e Caserta sembrano vivere un grande momento, lo stesso non si può dire del Catania e del suo allenatore, Andrea Sottil, che attualmente si trovano in una posizione tutt’altro che invidiabile.
Infatti, dopo essere usciti sconfitti e a tratti ridimensionati dalla sfida di domenica scorsa al “Massimino” contro il Catanzaro di Auteri, con soli 7 punti conquistati nelle ultime 5 partite, il risultato della prossima partita dev’essere necessariamente positivo. Troppo brutta per essere vera la prestazione contro la compagine calabrese che può tranquillamente fregiarsi d’aver inflitto “una vera e propria lezione di calcio” alla squadra di Sottil, annullandone di fatto il potenziale offensivo, mettendo in confusione una retroguardia tutt’altro che ordinata ultimamente (ben 8 gol subiti in queste ultime 5 gare) e riuscendo, in generale, a far “correre a vuoto” a turno tutti i rossazzurri in campo. Al Catania, infatti, l’impegno non è mancato: i giocatori come sempre hanno dato tutto in campo, ma ciò non è bastato e i risultati si sono visti. Lo stesso Sottil da qualche settimana sembra aver perso la bussola che porterebbe lui e i suoi uomini lontani da questo mare insidioso che è la Serie C. Anche in questa gara, poco fortunate le scelte del tecnico etneo, che ha schierato nuovamente un 3-5-2 con Lodi mezzala destra (decisamente un ruolo in cui il numero 10 fa ormai parecchia fatica) e Manneh davanti a far coppia con uno stranamente spento Marotta. Questo binomio non ha funzionato e la squadra davanti non è mai stata pericolosa.

A discolpa dell’ex difensore e ora allenatore rossazzurro, va detto che gli infortuni di Barisic e Llama, praticamente mai avuti a disposizione quest’anno fino a questo momento (Barisic è tornato in gruppo la scorsa settimana, ma solamente qualche giorno prima della partita, mentre Llama si allena a pieno ritmo solo da qualche giorno) gli hanno sicuramente impedito di poter sfruttare nel migliore dei modi il tanto a lungo studiato e preparato 4-2-3-1, in cui quest’ultimi sarebbero giocatori chiave.

Tuttavia, come ribadito più volte da Lo Monaco e dallo stesso Sottil, la rosa è ampia e il mercato fatto in estate è stato ottimale. La squadra deve quindi sganciarsi da ogni alibi e tirare fuori una prestazione d’orgoglio al “Menti”.
Il direttore rossazzurro ha riaffermato questi concetti anche nell’intervista rilasciata a La Sicilia ieri mattina, di cui si riportano alcune dichiarzioni: “Quello di Castellammare di Stabia è il banco di prova ideale. Siamo il Catania e abbiamo forze e uomini per combattere alla pari. Mettiamoci alle spalle il Catanzaro e andiamo avanti. Andremo a giocare contro un club imbattuto fino ad oggi e che se dovesse vincere i due recuperi sarebbe primo in classifica. Lo Stabia vola sull’entusiasmo di questo inizio grazie ai risultati che ha conquistato sul campo. Massimo rispetto per loro ma noi siamo il Catania, chiamati a fornire una prestazione degna del nostro nome. Siamo con Sottil e crediamo nel suo lavoro, la squadra che abbiamo costruito è molto competitiva e dobbiamo dimostrarlo come avevamo fatto per esempio a Rende. Diamoci una mossa”.

Queste le probabili formazioni:

Juve Stabia (4-3-3): Branduani; Vitiello, Troest, Marzorati, Allievi; Mastalli, Calò, Carlini; Di Roberto, Paponi, Aktaou. All.Caserta

Catania (4-2-3-1): Pisseri; Ciancio, Aya, Silvestri, Baraye; Biagianti, G.Rizzo; Barisic, Lodi, Manneh; Marotta. All.Sottil

(Fonte foto: calciocatania.it)

Marcello Mazzari

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