NESSUNO DIMENTICA CATANIA

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Una città che lascia il segno. Sia a chi ha il piacere di viverla, sia a chi l’ha dovuta – per varie ragioni – abbandonare. Una legge inappellabile, da cui non sfuggono coloro i quali indossano – o hanno indossato – la maglia rossazzurra della sua squadra di calcio.
E così ecco che, durante le appena trascorse festività natalizie, si è assistito ad un vero e proprio tripudio di dichiarazioni d’amore, provenienti in particolare da coloro i quali sono stati protagonisti del Catania degli anni d’oro.
Un filone a cui ha attivamente partecipato Gonzalo Bergessio, che sul suo profilo Instagram non ha mancato di far pervenire i propri auguri alla città etnea. Sempre dai social network proviene lo scatto – con tanto di dedica – che immortala la “banda” composta da Bizzarri, Castro, Gomez, Izco e Spolli. Un atto d’amore e riconoscenza, emerso in particolare dalle dichiarazioni di “capitan” Izco che qualche giorno addietro ha manifestato la voglia di chiudere la sua carriera calcistica ai piedi dell’Etna.
Già, la voglia di tornare. Proprio quella a cui non ha resistito Gianvito Plasmati, tornato a calcare il manto erboso del “Massimino” dopo quattro anni da “emigrante”. Forza irrefrenabile che potrebbe travolgere anche Simone Pesce, possibile rinforzo in vista della sessione invernale di calciomercato, pronta a prendere il via il prossimo 4 Gennaio. In tal senso, non da dimenticare le esternazioni di Lorenzo Stovini e Gionatha Spinesi che in estate, a seguito dello scandalo “I treni del gol” , si erano resi disponibili a rispolverare scarpette e calzettoni per dare una mano alla causa rosssazzurra. Sarebbe sicuramente voluto tornare anche Michele Paolucci, come dichiarato appena prima della firma “a malincuore” con una squadra ungherese, il Petrolul Ploiesti.
Uomini che hanno fatto la storia. Rimasti nel cuore di una piazza che, nel valutare un calciatore, considera l’attaccamento ai colori, requisito primario ed indispensabile. Un DNA da tramandare di generazione in generazione. Con l’auspicio che i nuovi possano cogliere e incamerare l’insegnamento dei vecchi.
Antonio Longo

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