UNIONE E CONCENTRAZIONE PER FARCELA

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Biagianti abbraccia Di Piazza, circondati da Bucolo, Marotta e Sarno. Sono trascorsi poco più di 7 minuti dal fischio d’inizio al “Viviani” di Potenza ed il Catania parte subito forte e trova la rete del momentaneo vantaggio con Matteo Di Piazza, che incorna un delizioso cross confezionato su misura da Sarno. Azione tutt’altro che limitata al solo arricchire il tabellino delle marcature e gli almanacchi statistici, tuonando invece come un pesante macigno messo a referto su un campo ostico come quello di Potenza, che dà prova oltre che di una congeniata manovra corale, anche di un senso di comune obbiettivo e affine sentire verso una meta desiderata da tutti.

È il grande ritratto di unione di quella bellissima esultanza, come a battere a terra le scarpe scuotendo la terra dalle suole a scrollarsi quel senso di ingombrante ormai da mesi trasmesso da parte dello spogliatoio, a vederlo frazionato e non indirizzato verso una comune direzione ed è proprio quell’abbraccio che tutto in una volta rende il cielo sereno capace di annientare il clima cupo di quando invece era colmo di nuvole. Ci vuole davvero poco per trasmettere sensazioni ai tifosi, e tanto è bastato per indurre quella voglia di crederci per davvero e di voler arrivare fino in fondo, con un solo risultato in testa, cioè un biglietto di sola andata via da questa categoria.

Se l’unità è stata evidente, ciò che invece si è via via sfaldato è purtroppo la concentrazione, altra fondamentale componente che è condizione altrettanto essenziale come la precedente per abbandonare questa categoria-catena che tiene ancorata una squadra che con essa ha poco a vedere. Basta anche in questo caso davvero poco a trasmetterla ai tifosi e per far notare la sua ferma e solida presenza, bastando infatti uscire dal campo senza dire “bene, però peccato per…” , invece durante la ripresa sono stati molteplici i cali di tensione e di intensità. Sottil ha provato a mischiare le carte con dei cambi, tuttavia con poca incisione nell’economia della partita, così come poca è stata a lungo andare la lucidità sia sotto porta in quelle poche occasioni avute per il raddoppio, che in fase difensiva, con eccessive concessioni alla formazione di casa, su tutte la rete del pareggio dagli sviluppi di un calcio d’angolo dove si poteva fare meglio.

Nel complesso non malissimo, certamente, tuttavia il pareggio più che guadagnato è parso invece concesso, quasi a rivivere nuovamente il canovaccio dell’intera stagione appena trascorsa. In ogni caso i rossazzurri hanno costruito una buona base per la gara casalinga di ritorno e l’1-1 cambia poco rispetto al piano di battaglia che dovrà essere attuato al “Massimino”, cioè portare a casa gioco, partita e incontro, per scalare quei dannati play-off.

(Fonte foto: calciocatania.it)

Gabriele Di Mauro

 

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