È UN CALO DI POTENZA

Dopo un’altra settimana di stop forzato, il Catania torna finalmente a giocare in quel di Potenza. Ostacolo non di certo facile, considerando che i giocatori di casa siano imbattuti fra le proprie mura da ben due stagioni. I rossazzurri, quindi, dovrebbero esserne consapevoli, ma scendono in campo con un atteggiamento troppo lezioso. Lo si capisce già trenta secondi dopo il fischio d’inizio, perché Lodi decide di piazzare un pallone delizioso di Curiale, anziché impattare col collo come insegnano in tutte le scuole calcio, fallendo così una clamorosissima occasione. Dall’altra parte, invece, i padroni di casa sanno chi hanno davanti e impostano la partita mostrandosi agguerriti sul rettangolo di gioco e determinati a fare risultato. L’audacia dei potentini, infatti, viene premiata per ben due volte, ma in entrambe le situazioni sono evidenti le amnesie difensive degli etnei. Al 12′ e al 25′, Lovric e Silvestri si rendono autori di due errori individuali che Franza e Strambelli non perdonano: il primo si fa anticipare su stacco aereo, mentre il secondo permette all’esterno offensivo avversario di sistemarsi la palla per calciare a rete sul palo più lontano. Il Catania è a terra, ormai imbrigliato in una morsa di nervosismo e frenesia che, però, viene risolta dal trascinatore dei siciliani: Marco Biagianti calcia in porta da lontanissimo e trova la rete più bella della sua carriera. Un destro forte e preciso che s’insacca sotto l’incrocio e scuote tutti i compagni di squadra.

Nonostante gli arrembanti ultimi minuti della prima frazione di gioco, i rossazzurri non reagiscono come si dovrebbe nella ripresa. Solamente dieci minuti dopo dal rientro in campo, infatti, il Potenza trova il definitivo 3-1 col primo gol fra i professionisti di Guaita, che sfrutta l’ennesimo errore individuale, stavolta di Calapai, e impatta di testa su assist di Strambelli da calcio d’angolo. Il Catania è completamente in balia degli avversari e addirittura rischierebbe la figuraccia se non ci fosse Pisseri a difenderne i pali.

Male, anzi malissimo. Gli uomini di Sottil sbagliano completamente l’approccio mentale al match, mostrandosi fin troppo sicuri delle proprie potenzialità, per poi lasciarsi andare alla foga e alla confusione quando passano in svantaggio. Dato più che preoccupante, considerando che si trattasse della prima volta in cui il Catania si trovasse a rincorrere, ma purtroppo la squadra non mostra quella forza d’animo che ogni pretendente alla promozione dovrebbe avere nelle proprie corde per poter ribaltare o comunque aggiustare un risultato sfavorevole.

Insomma, oggi non si può salvare niente. Le scelte iniziali del mister non convincono, ma soprattutto non funzionano quelle apportate in corsa. E poi i giocatori scesi in campo sbagliano troppo, consegnando il timone ad un ottimo Potenza che, a differenza degli ospiti, gioca la sua gara in maniera decisa e ha ragione sugli avversari. L’unica cosa che si può fare in questo momento, a dire il vero, è imparare da questa partita come non giocare più le prossime, perché oggi c’è stato proprio un calo di Potenza. Mettiamola così.

Federico Fasone

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