TIFOSI: UN PRIVILEGIO, NON UNA RISORSA

massimino

Inutile negarlo, il pubblico catanese è innamorato della propria squadra e lo dimostra in ogni occasione. L’ha dimostrato nei tanti anni di Serie A, l’ha dimostrato giurando fedeltà nella sfortunata stagione in cadetteria e ha rinnovato la promessa anche nell’Inferno della Lega Pro. L’amore per la maglia rossazzurra va oltre la categoria e di giornata in giornata, i gradoni del “Massimino” si riempiono da fare invidia alle più prestigiose piazze delle serie maggiori. Che sia domenica, lunedì o mercoledì, che sia in serale o nel primissimo pomeriggio, i tifosi etnei varcano a migliaia i tornelli del vecchio “Cibali” per sostenere i propri beniamini.

5476 sono i fedeli che hanno sottoscritto l’abbonamento, più della metà di quelli abbonati in Serie B o negli ultimi anni di Serie A; la Curva Nord, cuore del tifo catanese, lascia pochissime decine di posti vuoti. Sono elementi che saltano all’occhio di tutti, infatti, nel corso delle varie conferenze stampa, Pancaro e i giocatori neo-arrivati, hanno definito Catania come una “piazza senza categoria”. I numeri registrati alle porte dello stadio catanese fanno paura: la media degli spettatori durante le partite interne supera le undicimila unità, portando quindi all’acquisto dei tagliandi oltre 6000 persone a giornata. La prima giornata, giocata in un caldo pomeriggio di settembre contro l’Ischia ha fatto registrare 11045 presenze, ma il picco si è toccato contro il Catanzaro, domenica 11 ottobre: gli spettatori erano 11845, a poche unità da quota dodicimila che, se non è un record, è comunque un ottimo risultato per il campionato di Lega Pro.

L’unica tifoseria ad aver fatto meglio è stata quella messinese ma, bisogna specificarlo, solo in un’occasione, ossia nel derby proprio contro il Catania. A Messina infatti mancava l’acqua, ma in città scorrevano fiumi di entusiasmo che hanno portato al “San Filippo” ben diciottomila tifosi – purtroppo – tutti giallorossi. L’abilità della società peloritana è stata tutta nell’aver portato allo stadio anche studenti, famiglie e bambini utilizzando pacchetti famiglia e prezzi irrisori (gli studenti in tribuna centrale hanno pagato solo 5 euro!). La scelta della società messinese non è assolutamente da condannare, anzi, dovrebbe rappresentare un esempio, dato che il Calcio Catania adotta una politica differente. Infatti, per la partita contro il Foggia, sul sito del Calcio Catania, si potevano leggere prezzi dei biglietti maggiorati dei costi di prevendita di due o quattro euro a seconda del settore. Ovviamente, seppur minimi, tali aumenti hanno ridotto l’affluenza al “Massimino” proprio in occasione dell’ultima partita interna: domenica scorsa, si è registrato un calo di almeno mille unità.

Mentre la tifoseria rossazzurra è un esempio che tutte le altre tifoserie d’Italia dovrebbero seguire, la società etnea forse dovrebbe cercare di riempire lo stadio in ogni settore soprattutto in un momento in cui la squadra ha bisogno dell’affetto e della spinta che solo il dodicesimo uomo può dare.
In fondo, è vero che il popolo svuoti le tasche, ma riempie pure i gradoni…

Giuseppe Mirabella

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