NOVELLINO: “QUESTA È UNA PIAZZA DA SERIE A: LAVORERÒ MOLTO SULLA TESTA”

NOVELLINO

È iniziata l’era Walter Novellino. Questa mattina, infatti, è stato presentato a Torre del Grifo il nuovo allenatore rossazzurro, subentrato all’esonerato Sottil dopo la clamorosa debacle di Viterbo. Queste le dichiarazioni dell’ex tecnico della Samp, affiancato come di consueto dall’amministratore delegato etneo Pietro Lo Monaco .

Walter NovellinoL’altra sera quando mi ha chiamato il “direttore” non ho avuto nessun dubbio: al solo sentire Catania, ho accettato subito. Questa piazza merita molto di più. Non c’ho messo neanche un minuto a dire sì perchè credo in questa squadra. Ho visto i ragazzi in difficoltà soprattutto dal punto di vista psicologico, sta a me aiutarla. Le ultime 10 partite saranno 10 finali di Coppa Italia: sono convinto che potremo fare davvero qualcosa di buono. Il modulo? Le mie vittorie in passato sono nate col 4-4-2, ma in questo momento è fondamentale lavorare sulla testa. Ci sono determinati giocatori che mi possono aiutare, ma adesso è importante lavorare dal punto di vista mentale. A detta di tutti si tratta di una squadra veramente costruita bene, questa è una struttura di Serie A. Le difficoltà che ci sono state sono quelle di un calo di tensione, ma credo che su questo si possa lavorare. Dobbiamo giocare partita per partita, perchè questa squadra ha giocatori importanti e quindi bisogna creare i presupposti per far capire ai ragazzi che ogni gara sia il passaggio di un turno. Io credo che un giocatore che venga a giocare a Catania, sappia benissimo che bisogna vincere il campionato. Ovviamente le difficoltà ci sono, ma ognuno di noi deve prepararsi per la propria partita. Manco da tanto dalla C, ma è fondamentale saperla affrontare, attaccando gli spazi e mettendoci passione. Ci vuole la cattiveria agonistica giusta. Credo che il passato dei nostri attaccanti dimostra che hanno sempre fatto gol: dobbiamo ricreare i presupposti per far si che possano tornare quelli di un tempo. A livello caratteriale, credo che Sottil abbia dato il carattere alla squadra: deve però tornare la convinzione di poter lottare per qualcosa di importante. Questa è una piazza straordinaria, non è Serie C ma di più: i calciatori devono mettersi in testa questo, una montagna non si può scalare a tutta velocità ma si può scalare. I miei ricordi di Catania da calciatore? Il Catania è una squadra da Serie A, all’epoca mi sono trovato benissimo, abitavo ad Aci Trezza. Dietro questa squadra c’è una grande società, sono convinto che insieme riusciremo a raggiungere questo importante traguardo. Bisogna trovare l’equilibro dentro di sè, i calciatori devono capire che bisogna giocare sia dentro al campo che fuori”.

 

Pietro Lo Monaco: Non c’è mai stato un dietrofront riguardo un possibile allenatore. Quando avviene il cambio tecnico è una sconfitta della società, non è mai bello compiere questa mossa. Noi però abbiamo capito che era arrivato il momento di cambiare. Si sono proposti in tantissimo per venire qui a Catania, anche abbastanza giovani che mi sono sembrati vecchi senza mordente e senza entusiasmo. La scelta finale è stata dettata dal fatto che nonostante il curriculum e il passato ho trovato un “quarantenne” con entusiasmo e voglia di fare. Non abbiamo esitato nemmeno un minuto, in un giorno abbiamo organizzato tutto e Novellino è diventato il nostro allenatore. Pensiamo di aver fatto la scelta giusta, con un tecnico motivato, che ha voglia, che conosce l’ambiente e la piazza, con un passato anche da catanese quando era calciatore. Sono contento di questa operazione, mi auguro che ciò possa dare una scossa e che Walter possa estrarre il meglio da un organico ritenuto da tutti il migliore dell’intero campionato. Noi non lasceremo nulla d’intentato, vogliamo che il nostro organico possa esprimersi al meglio delle sue potenzialità. La prestazione di Viterbo è stata assolutamente senza nervo. Solo due occasioni, per il resto scena muta. Non può pagare di certo solo l’allenatore, ma è  tutta una questione di stimoli e l’intera squadra non si poteva cambiare. C’è un problema di pressione nel risultato, perchè comunque questa squadra ha messo in difficoltà compagini di categoria superiore. Adesso dobbiamo giocare partita per partita e cercare di prendere il meglio ogni volta. Per quanto attiene il portiere, era già da diverso tempo che noi lo cercavamo. Bardini è un ragazzo di buone qualità e risponde alle esigenze di lista. Mi dispiace che Sottil si sia espresso attaccando un suo giocatore. Lui è stato qua, fa il mestiere di allenatore e sa perfettamente che bisogna sempre tener pronta la valigia. Può esser anche un malcostume, ma a pagare è sempre l’allenatore. Sono rammaricato che sia sia giunti a questa scelta, perchè è anche una nostra sconfitta. Voglio solo pensare che sia una frase isolata in un momento personale di sconforto. I tempi per fare le scelte sugli allenatori non esistono. La prestazione di domenica è stata troppo brutta, ma anche nel 5-0 di Monopoli ricordo che noi nella prima mezz’ora abbiamo dominato. A Viterbo non siamo proprio pervenuti, tra l’altro venivamo da un momento che non lasciava presagire questo tipo di situazione. Perciò è stato inevitabile fare qualcosa per evitare di rovinare quanto di buono costruito fino ad ora”.

A cura di Federico Fasone, Daniele D’Alessandro e Simone Caffi

 

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