MARCHESE, UN RITORNO COL BOTTO!

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Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Questa, se ne dovessimo scegliere una, sarebbe la colonna sonora del ritorno in campo di Giovanni Marchese, terzo senatore rossazzurro in ricordo dei bei tempi andati. Era stato messo fuori rosa Giovanni, per far largo a ragazzi più giovani, considerandolo ormai troppo in là con gli anni per poter battere quella fascia come negli anni migliori. Molti altri avrebbero battuto i piedi, avrebbero chiesto la cessione, forse avrebbero addirittura appeso le scarpette al chiodo in onore del proprio ego ferito. Fortunatamente per le sorti etnee, l’età toglie si brillantezza fisica e tonicità muscolare, ma porta in dote esperienza e saggezza; queste due caratteristiche, insieme ad una personalità da sempre dedita al lavoro, hanno fatto scegliere al numero 12 rossazzurro la via della perseveranza e dell’abnegazione, nonostante lo smacco dell’essere messo addirittura fuori rosa. La pazienza è stata premiata, complice la cessione di un deludente Scaglia, Marchese è tornato a disposizione, sempre in silenzio, senza far rumore e al servizio del nuovo mister. Come spesso accade le scoperte si fanno un po’ per caso, un Catania privo di quasi tutti i propri esterni, dopo aver provato anche Angiulli in quel ruolo, decide di cambiare, di passare alla difesa a 3 affidandosi ai soli Baraye e Calapai sulle corsie. A quel punto, considerando anche le non ottime prestazioni di Silvestri nel ruolo di centrale di sinistra quando fu sperimentato da Sottil, mister Novellino decide di rispolverare un vecchietto un po’ stempiato dall’indiscutibile sapienza tattica. Dopo un breve sbandamento iniziale (causato peraltro da un errore in marcatura di Rizzo) che porta il Catanzaro avanti, il Catania si è ritrovato, solido come mai prima proprio grazie a quel trio di vecchie volpi. Come se non bastasse, avere un piede educato come quello di un ex terzino di serie A fa e non poco la differenza in impostazione, e proprio dal suo piede nasce prima l’occasione di Marotta, azione iniziata da un lancio telecomandato, grazie ad un suo recupero nella metà campo avversaria il Catania trova il pari con lo stesso Marotta ed anche nel secondo tempo è sempre il primo a favorire le uscite laterali in fase di primo possesso. C’è ovviamente qualche momento di appannamento, dovuto all’età ed alla lunga assenza da gare ufficiali, ma il Catania ha un nuovo pilastro su cui appoggiarsi per un finale di stagione ancor più interessante.

(fonte foto: calciocatania.it)

Claudio Maggio

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