IMPARARE DAL PASSATO…

Non sono passate inosservate le parole di Walter Novellino che, a distanza di quasi due mesi, è tornato a parlare della sua breve esperienza ai piedi dell’Etna. Il tecnico di Montemarano ha lasciato intendere che la situazione all’interno dello spogliatoio rossazzurro non fosse tra le più floride. Il riferimento, in particolare, seppur velato, è a qualcuno tra i cosiddetti “senatori”, che a detta di Novellino avrebbero “remato contro”.

Dinamiche che, seppur ormai appartenenti a “ciò che è stato”, fanno riflettere su “ciò che sarà”. Remare tutti dalla stessa parte è infatti prerogativa fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo. Utile, in tal senso, la presenza di una figura cardine in grado di tenere coeso lo spogliatoio e fare da collante tra squadra e società. Aspetto che chiama in causa le storiche cinque componenti tirate in ballo dall’amministratore delegato Pietro Lo Monaco: Società, Tifosi, Squadra, Stampa ed Istituzioni. Come ribadito dal direttore sin dal suo arrivo a Catania nel 2004, solo attraverso la coesione tra queste cinque categorie è possibile raggiungere grandi risultati.

Riportare tutti sulla stessa lunghezza d’onda è quindi conditio sine qua non per costruire un progetto vincente che, inevitabilmente, fa rima con Serie B. D’altra parte i quattro anni di Serie C già maturati dal Catania dal 2015 hanno insegnato quanto il concetto di squadra sia preponderante rispetto all’aspetto individuale. Ultimo esempio in ordine di tempo quello della Juve Stabia di Fabio Caserta, partita non certo con i favori del pronostico ma in grado di conquistare la promozione in serie cadetta da prima della classe.

Fonte foto: calciocatania.it

Antonio Longo

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