IL GRANDE ESCLUSO DEL MURALES ROSSAZZURRO: ROBERTO MANCA

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Nonostante siano stati aggiunti altri nomi ai quaranta prescelti per il murales di via Cifali, continuano le proteste per l’assenza di qualche importante ex. Un nome su tutti risuona tra le orecchie dei tifosi etnei: è quello dell’attaccante Roberto Manca.

Nato ad Oristano nella primavera del ’71, Manca arriva a Catania all’età di ventisette anni, quando  – nel 1998 – la squadra rossazzurra militava in Serie C2. Sono gli anni bui del calcio catanese: esperienze su campi in terra battuta, una risalita dal Campionato Nazionale Dilettanti e la memoria del “presidentissimo” Massimino, che era venuto a mancare pochissimi anni prima.

L’allenatore di allora, Piero Cucchi, diede tanta fiducia a Roberto Manca, che giocò 23 match segnando però poco: solo cinque reti. Ma a Manca ne bastò una per entrare per sempre nei cuori dei tifosi del Catania. Era il 25 aprile 1999, minuto 93’ di un derby che per il Catania valeva tutto: si giocava contro il Messina e in palio c’era la promozione in C1, che valeva una rinascita attesa da anni. Sugli spalti non vi era un solo posto libero, i supporters erano stipati l’uno sull’altro. Il Catania imposta un’azione offensiva prima centralmente con Margheriti, la sua conclusione arriva a Brutto sulla destra, che crossa in area di rigore senza alcun esito; allora la sfera arriva tra i piedi di Cicchetti, che supera abilmente un avversario, crossa da sinistra e Manca decide di scrivere la storia con un colpo di testa che si insacca alle spalle del portiere avversario. La corsa del marcatore accompagnata dal boato del “Cibali” non ha prezzo per i presenti e per chi, a distanza di anni, rivede quelle immagini. È il gol che regala un derby, il gol che vale la promozione e da lì la rinascita dei colori rossazzurri.

Ecco svelato l’arcano, ecco la storia di Roberto Manca. Ed ecco spiegato il motivo per cui i tifosi etnei fremono nel voler rivedere il suo volto all’esterno dello stadio “Massimino”.

E chissà che non possa essere raffigurato proprio nel momento in cui colpì quel pallone spedendo il Catania dritto in C1…

Giuseppe Mirabella

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