CATANIA: PERDI E POI NON PERDI, MA CHE MONOTONIA!

Le vicende extracalcistiche che accompagnano i sostenitori del Catania da tre anni a questa parte, distraggono i tifosi etnei da alcuni numeri e curiosità che in qualche modo palesano l’andamento poco costante della squadra etnea. Dati alla mano i rossazzurri hanno maturato sin qui solo quattro sconfitte in questo campionato di terza serie, e mai è accaduto che perdessero due partite consecutive.

Il Catania fino ad ora è capitolato recentemente ad Ischia, dove ha perso per 2-0; è stato sconfitto dalla Casertana sempre per 2-0, dalla Juve Stabia per 2-1 e dal Benevento, con una sconfitta più cocente conclusasi sull’1-3 fra le mura amiche del “Massimino”. Nelle gare immediatamente successive, invece, il Catania ha sempre provato a reagire come nel caso della sconfitta in terra campana contro la Casertana, riscattata immediatamente dopo con un pirotecnico 3-2 ai danni del Martina Franca.

Piuttosto, senza prendere in considerazione la penalizzazione in classifica, ciò che emerge è l’elevato numero di partite finte in parità, che testimoniano alcune lacune, come la difficoltà ad imporre il proprio gioco e la prevedibilità di una squadra a cui ormai sono state lette tutte le carte.

Dieci pareggi sono, infatti, eccessivi per una squadra che aveva velleità da protagonista e mister Pancaro ha senza dubbio diverse responsabilità, in quanto la squadra sarebbe dovuta essere più duttile e camaleontica, in modo tale da essere meno prevedibile per le avversarie.

A tenere banco sono purtroppo, ancora oggi, le vicende extracalcistiche dalle quali non si scruta nulla di buono all’orizzonte. Lo stallo nella vicenda della cessione societaria preoccupa non poco i tifosi rossazzurri, che temono il rischio del fallimento e dell’eliminazione della matricola. Il campo, però, rimarrà sempre l’emblema di questo sport e tutti i sostenitori del Catania preferirebbero vedere più goal e spettacolo,  ma soprattutto più vittorie, immaginando magari una salvezza tranquilla e un futuro societario più roseo.

Adriano Nicosia

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