SOLAMENTE IN 1173: LA PIÙ GRANDE SCONFITTA

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La gara di domenica al “Massimino” tra Catania e Lupa Castelli Romani entrerà negli annali del club per la presenza da minimo storico assoluto di spettatori in una sfida ufficiale. Erano infatti solo 1.173 gli spettatori paganti a cui vanno aggiunti pochissime centinaia di abbonati che, all’ultimo minuto, hanno deciso di entrare per assistere alla partita, abbastanza scadente, per la verità.

La squadra di Moriero affrontava la cenerentola della classifica, ferma a quota 8 punti con una sola vittoria all’attivo dall’avvio della stagione. Non che Russotto e compagni vivano un periodo di splendida forma, ma quei mille spettatori probabilmente si sarebbero aspettati una vittoria netta e convincente della propria squadra vista la caratura di un avversario ormai privo di qualsiasi motivazione. Invece, al “Massimino” va in scena il festival dei paradossi. Il Catania soffre, rischia di perdere e alla fine vince con un “gollonzo” di Plasmati a pochi minuti dal termine, ma soprattutto la squadra rossazzurra riesce a far spazientire anche quei mille presenti, quelli che volevano esserci a tutti i costi nonostante la contestazione dei gruppi ultras. Ed allora, via con le bordate di fischi o con gli insulti a Ferrario che aveva chiesto espressamente l’applauso.

1173 spettatori. Un dato triste, tristissimo, probabilmente la sconfitta più pesante per questa gestione. Perché se dovessimo pensare che fino a sole tre stagioni fa, il Catania viaggiava ad alta quota ed il “Massimino” era diventata una roccaforte, adesso leggendo questi numeri e questa classifica, non si potrebbero trovare spiegazioni. Una piazza calda, caldissima, innamorata dei propri colori come poche altre città in Italia, bistrattata, presa a pomodori in faccia da tutti. Una tifoseria stanca, arrivata allo stremo, che subisce delusioni ed amarezze da tre anni a questa parte.

E non si tratta di disaffezione, il popolo etneo non vede l’ora di tornare a riempire gli spalti del “Massimino” facendo esplodere lo stadio con calore e folklore. Ad una condizione però: Pulvirenti deve vendere. Eloquenti anche gli striscioni delle due curve vuote che recitavano: “Non ci meritate!” dalla Nord,  “Tutti via da Catania.. Subito” dalla Sud. Sintomo che i gruppi organizzati non ne possono più, frutto di una gestione societaria deludente e di un proprietario che non si convince a vendere la società (od un acquirente che non si decide ad acquistare). Così, quando i giocatori dopo tanto tempo ritrovano la vittoria, il Catania inceppa nella sconfitta più pesante: l’assenza dei tifosi.

Marco Zappalà

 

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