SCELTE SBAGLIATE E NESSUN RICAMBIO. A CHI VA LA COLPA?

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Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Questa è la domanda che riecheggia in casa Catania dopo l’ennesimo pareggio stagionale a reti bianche, ottenuto in quel di Catanzaro. E se la prestazione messa in mostra rappresenta un ormai noto leitmotiv del 2016, ciò che ha colpito della gara contro il calabresi sono state le scelte del tecnico Giuseppe Pancaro.

Una squadra in buona parte rivoluzionata, soprattutto in difesa e attacco. Nello specifico, il reparto arretrato è stato quello più rivoluzionato con Nunzella e Garufo lasciati ai box, sostituiti rispettivamente da Parisi e Pelagatti. Chiaramente due adattati, considerando che Pelagatti finora è stato sempre impiegato al centro della difesa, mentre Parisi è un destro naturale per ovvie ragioni in difficoltà sulla corsia di sinistra. Un turn over che, pertanto, ha rivelato – se mai ce ne fosse bisogno – la reale mancanza di alternative sulle fasce laterali, eppure risorse imprescindibili per un 4-3-3 competitivo.

E se a centrocampo si evidenzia ancora una volta l’assenza di un uomo in grado di fare da collante con il reparto offensivo, in attacco non è passato inosservato l’adattamento di Elio Calderini nel ruolo di centravanti, chiaramente con non poche difficoltà. Una soluzione per certi versi obbligata, visto l’infortunio di Plasmati e gli acciacchi di Calil, oltre al ritardo di condizione del neo acquisto Lupoli. Un danno non indifferente, a cui tuttavia si aggiunge la beffa di un recente mercato di gennaio che ha portato via da Torre del Grifo risorse potenzialmente importanti in quel ruolo. Su tutti spicca Andrea Di Grazia, ceduto all’Akragas in prestito, dove sta stupendo tifosi e addetti ai lavori a suon di gol. Un giocatore che, per caratteristiche, in questo momento avrebbe fatto comodo – e non poco – alla causa rossazzurra.

Ma il passato lascia il tempo che trova, così come gli errori. Ed ecco che allora al tecnico etneo spetta l’arduo compito di cercare la formula giusta per fare ritrovare la strada del gol ai suoi terminali offensivi. Quella strada ad un certo punto smarrita, e mai più ritrovata. Il problema, però, è che proprio il mister non sembra in grado di reimpostare il navigatore verso la retta via.

Antonio Longo

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