CATANIA: URGONO LE SOLUZIONI DEL DIRETTORE

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Si chiude la striscia di risultati positiva che aveva caratterizzato la rinascita rossazzurra. Il Catania, infatti, torna alla sconfitta a quasi due mesi dalla sfortunata gara casalinga contro i cugini dell’Akragas, conoscendo il primo k.o. esterno della stagione. Il tonfo della squadra guidata da Pino Rigoli è tanto inatteso, dati i 14 punti racimolati nelle precedenti sei giornate, quanto grave, vista l’importanza della gara disputatasi in quel di Francavilla Fontana.

Gli etnei, che avevano appena raggiunto la zona playoff dopo la vittoria casalinga contro il Catanzaro, arrivavano alla trasferta di domenica con lo slancio perfetto per continuare a scalare posizioni importanti in vista della post-season (la stessa Virtus distava di soli tre punti). Chi si attendeva dei giocatori col “coltello tra i denti”, “gli occhi della tigre” e disposti a tutto pur di avere ragione degli avversari, però, è rimasto deluso. La “sindrome da trasferta”, come se questo gruppo dimentichi le proprie doti non appena debba esibirsi lontano dalle mura amiche, ha continuato imperterrita a fare da zavorra alle ambizioni di una città che, dopo anni infernali con la caduta libera dall’ottavo posto in Serie A alla retrocessione in Lega Pro, aspetta un gruppo di uomini nei quali rivedersi e che le diano quelle soddisfazioni che ogni tifoso catanese brama ormai da tempo.

Questi ragazzi arrivano sempre vicini al raggiungimento di tale traguardo, per poi ripiombare nei soliti errori causati, forse, da un errato approccio alle gare esterne. È infatti inevitabile che gli avversari, incontrando una squadra con il passato del Catania, soprattutto davanti ai propri sostenitori, mettano in campo il 100% delle proprie capacità tecniche, tattiche e caratteriali. I rossazzurri, dal canto loro, invece di ribattere con lo stesso impegno, come fanno nelle gare casalinghe, troppo spesso si fanno sommergere atleticamente, senza poter quindi far valere la propria indiscutibile superiorità tecnica.

Sul banco degli imputati, inevitabilmente, finisce ancora una volta l’allenatore, quel Rigoli al quale andrebbe chiesto il perché dello schieramento a sorpresa di Calil, ormai possibile partente, al posto di quel Di Grazia, unico membro del parco attaccanti a trovare il gol con continuità; inoltre, sembra che la squadra si sia appiattita su questo trend: ottimo in casa con una serie aperta di 4 vittorie consecutive, ma molto rinunciatario fuori. Purtroppo questo rendimento, sufficiente per una formazione di metà classifica e forse anche bastevole per la qualificazione ai playoff, non potrà mai supportare le legittime ambizioni di promozione esibite dalla società, visto che negli spareggi, ai quali il Catania spera di qualificarsi, le gare andranno disputate anche lontano dal “Massimino”.

È necessario trovare una cura a questa malattia, diventata ormai grave, che potrebbe trasformarsi addirittura in mortale per il prosieguo della rincorsa alla promozione. Ci rimettiamo alla decisione di un “medico” mostratosi finora eccezionale come Pietro Lo Monaco, sperando che capisca lui quale sia la migliore medicina da prescrivere a questa squadra per salvarla da sé stessa, certi di un grande lavoro anche sul fronte mercato di riparazione.

Claudio Maggio

 

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