CATANIA, PULVIRENTI E ORAZIO RUSSO A LAVORO PER RISOLVERE I PROBLEMI

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Lecce-Catania, seconda sconfitta consecutiva che ha causato l’uscita dei rossazzurri dalla zona play-off, è stata molto diversa dalla sciagurata debacle interna contro il Melfi. I motivi possono essere molteplici: dalle dimissioni di Petrone, il quale ha pubblicamente dichiarato di non credere nelle possibilità di dare una scossa a questo gruppo, ad una forma di orgoglio dopo una sconfitta a dir poco umiliante. La gara di Lecce, in ogni caso, ha visto una squadra, pur con tutti i propri limiti e confusioni, quanto meno vogliosa di non sfigurare al cospetto della seconda forza del campionato. Cosa ha causato però la sconfitta? Sicuramente la differenza più grande tra le due compagini sta nell’identità di gioco, nel caso dei padroni di casa ben definita e funzionale, per quanto riguarda gli etnei, invece, ancora da trovare.

Ma, se questo può essere comprensibile vista l’instabilità delle ultime settimane, tra i molti arrivi del mercato di gennaio e i vari cambi in panchina, è incomprensibile come anche dal punto di vista atletico vi sia una differenza evidente tra il Catania e tutte le avversarie incontrate finora. Seppur non in maniera tanto evidente come nell’ultima sconfitta interna, dove i rossazzurri sembravano quasi camminare in campo, anche domenica  i giallorossi sembravano più pronti sul piano fisico rispetto agli ospiti, i quali, nonostante un maggiore impegno, non riuscivano mai a superare il proprio diretto avversario. Questa poca brillantezza spiega anche la grande imprecisione sotto porta,  fattore ovviamente determinante ai fini del risultato finale.

Purtroppo, a maggior ragione in un campionato come quello di Lega Pro, spesso la corsa e i muscoli sono più importanti della tecnica ed è quindi impensabile di poterne fare a meno. Il compito principale del confermato Giovanni Pulvirenti e del suo neo-vice Orazio Russo – annunciato proprio questo pomeriggio come nuovo allenatore in seconda dal club etneo – sarà quello di lavorare sulle motivazioni di questo gruppo, che non può permettersi più figuracce, e sulla condizione atletica, per quanto non possa essere recuperata del tutto a marzo inoltrato.

Claudio Maggio

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