TRAPPOLA RIGOLI: ADESSO PIEDI PER TERRA

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C’è un clima stupendo attorno Catania-Sicula Leonzio. Il “Massimino” è gremito di gente, giunta finalmente allo stadio dopo il grande momento positivo della squadra rossazzurra. Peccato, però, che la prima frazione di gioco non rispecchi affatto l’iter degli etnei fino ad ora. Gli uomini di Rigoli, infatti, giocano la loro partita corsara, alla ricerca di un risultato che possa soddisfarli. Il Catania, invece, dal canto suo è molto opaco, incapace di conquistarsi la profondità e con poche idee lì davanti. Così gli ospiti ne approfittano e, quasi a sorpresa, colgono il vantaggio con un bel sinistro a fil di palo di Squillace. I padroni di casa, dunque, devono smuoversi. Sono clamorose a tal riguardo le palle-gol capitate sui piedi di Mazzarani e Ripa negli ultimi cinque minuti del primo tempo: il primo spara alto a tu per tu col portiere; il secondo, invece, coglie la traversa con una deviazione giunta praticamente sotto porta.

Nella ripresa non si gioca a calcio. Il nervosismo fa da padrone. Gli ospiti, infatti, non fanno altro che perdere tempo e questo irrita tutto l’ambiente. I minuti scorrono senza che si crei qualcosa di buono in campo. Addirittura la Sicula Leonzio segna lo 0-2 in contropiede con il subentrato Bollino. Il Catania ha ormai le gambe tagliate, ma prova a fare ciò che avrebbe dovuto fin dall’inizio del match: segnare. Minuto 83, Bogdan svetta in area di rigore su corner e fa 1-2: si riaccendono le speranze. L’arbitro concede sei minuti di recupero, forse anche troppo pochi dopo lo scempio visto in campo durante la seconda frazione di gioco. Ma non succede nulla, se non l’espulsione di Bucolo che, non vedendoci più dalla rabbia, si scaglia contro un avversario sferrandogli un pugno che gli costerà carissimo in termini di squalifica.

Stavolta tutto male. Scende in campo un Catania troppo sbiadito, senza delle punte che possano fare la differenza in fase offensiva. Lucarelli legge male la partita e addirittura i suoi giocatori disputano la partita voluta e programmata dall’ex Rigoli. La Sicula Leonzio gioca di rimessa e poi si chiude con tutta la formazione dietro la linea della palla. Non c’è la possibilità di creare e non c’è il minimo spazio per colpire.

Sconfitta che brucia tantissimo, ma è bene capire che la Serie C, a maggior ragione in futuro, riserverà ai rossazzurri tante partite come quelle viste ultimamente. A Siracusa era andata bene, ma oggi va malissimo. Testa bassa e pedalare, rimettendo i piedi per terra subito. C’è un campionato da vincere, contro tutto e tutti.

Federico Fasone

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