TRA CAMPO ED EXTRACAMPO

Con un Catania che occupa l’undicesima posizione in classifica, al netto di una giornata in meno rispetto a chi la precede, con un distacco di 17 punti rispetto alla capolista Reggina, ed una decina di punti dalle squadre inseguitrici e favorite alla vigilia per un posto tra le prime a fine campionato, oltre ad una situazione d’emergenza a livello di infortuni, ed un periodo scosso per via del cambio della guida tecnica, la questione pare davvero complicata.

A lanciare un primo, timido, campanello d’allarme è lo stesso Lucarelli, che ha quasi imposto di distogliere l’attenzione da numeri e posizioni in classifica e “salvare il salvabile” di una stagione che già a Novembre mette davanti quella sensazione di “foglio stracciato” senza nemmeno aver scritto metà del tema. Se, tuttavia, i numeri possono anche essere ribaltati, e gli umori possano essere sollevati facendo due o tre risultati utili consecutivi, la domanda è: se non dovesse succedere? Come si muoverà la società a Gennaio? Esiste un piano B? Nel caso, quale credibilità e quale effetto potrebbe avere sull’ambiente?

La famosa rivoluzione d’estate col ritorno alle origini del 4-3-3 ha avuto un epilogo breve e deludente, scartato alla prima, pur evidente, difficoltà. In un ambiente in cui, mai come prima, ci sarebbe un forte bisogno di limitarsi a parlare di questioni tecniche e di campo, forse sarebbe opportuno fare una volta per tutte una serie di conti ed impostare, finalmente, una stagione con fondamenta solide e che possano realmente essere prima ancora che vincenti, credibili.

Ma le questioni extracampo adesso rischiano di prendere definitivamente il sopravvento. Ultima tra tutte, quella sulla partita Catania-Casertana che, ad oggi, è destinata a disputarsi a porte chiuse a causa dell’insufficienza di steward. Una questione complessa che trae radici da quanto accaduto nelle scorse settimane, con la rescissione del contratto tra la World Service (che si è occupata per anni del servizio di sicurezza al “Massimino”) e il Calcio Catania. Un ulteriore tassello di un puzzle già ricco di elementi critici, che pone ulteriormente l’accento su una situazione tutt’altro che florida.

Gabriele Di Mauro

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