SILENZIO E RIFLESSIONE

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Giornate strane ai piedi dell’Etna in questi primi giorni della settimana, dove perfino il sole ha lasciato ampio spazio ad un cielo nuvoloso e piovoso. Si è solo al terzo dei sette giorni canonici, e la sensazione è che sia trascorso un anno dall’amara trasferta calabrese, quasi un’era dal quel bellissimo pomeriggio di festa dove i rossazzurri hanno piegato la prima della classe: eppure il tutto è avvenuto solo 3 giorni fa, mentre 10 sono i giorni trascorsi dalla vittoria firmata Francesco Lodi contro i campani di Castellamare.

Mattinate strane queste, lontane sia dall’euforia di quella vittoria che dalla delusione di domenica, quasi apatiche ed incapaci di riorganizzare le idee di quello che sarà il futuro, complice il fatto che i vecchi odiati fantasmi del passato possano tornare a bussare alla porta, perchè se è duro accettare di non vincere – specie se sul petto hai raffigurato un elefante – ancora più duro e tremendo è rivivere un altro finale di stagione a mangiarsi le mani colmi di rimpianti fatti di incubi incarnati dalle occasioni perse.

La strana sensazione che da bambini si provava quando si aspettava dannatamente la domenica per poter uscire fuori a giocare tutto il giorno, ma una febbre costringeva a rimanere a casa a guardare gli altri giocare proprio dove saresti voluto essere tu, e divertirsi proprio come avresti voluto fare tu. L’incubo lo si inizierà ad assaggiare domenica, quando – quasi come la versione “demo” dei videogiochi – il Catania sarà solo spettatore del campionato (recuperando poi il mercoledì), vedendo scendere in campo sia Juve Stabia che Trapani, impegnate rispettivamente a Bisceglie l’una, in casa contro la Viterbese l’altra. Ancora, la settimana a venire si disputerà finalemente lo scontro diretto fra le 2 squadre succitate, con il Trapani che ospiterà proprio i primi in classifica, e si può solo immaginare la sensazione che si potrebbe provare a Catania nel caso di vittoria dei “cugini” di mister Italiano. A ciò si aggiunga una situazione traballante che sta mettendo a dura prova Fabio Caserta e calciatori, usciti tra i fischi nel posticipo di lunedì sera pareggiato 1-1 col Rieti, ed anche se la situazione sembra oggi apparentemente essere scemata, è innegabile che i ragazzi campani stanno attraversamento un momento delicato, forse il primo della stagione, ed un crollo eventuale non suonerebbe come una sorpresa imprevedibile per i più.

Mancano 6 giornate alla fine, ed il sentore è che possa davvero accadere di tutto, come ha dimostrato il Catania in primis a Reggio Calabria e come sta dimostrando l’andamento recente della Juve Stabia. Ciò che però sembra certo sono gli umori traballanti nelle 4 piazze che si stanno giocando le posizioni di vertice del girone C, cioè Catania, Catanzaro, Trapani e Juve Stabia, con il grande augurio che quel bambino con la febbre, costretto a guardare da dietro la finestra gli altri fuori a giocare e divertirsi non sia proprio la piazza etnea.

Fonte foto: calciocatania.it

Gabriele Di Mauro

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