MAI RINNEGARE LA PROPRIA TERRA

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Amore, fierezza e passione sono i caratteri tipici di chi al sud ci nasce, cresce e vive. Sono i sentimenti di chi nonostante le mille difficoltà riesce a crearsi un futuro e una propria identità.

A tutto ciò si aggiunge la nostalgia, allorquando, per scelte o per necessità dal Sud bisogna migrare, chi per poco tempo chi per il resto della vita. Il richiamo della propria terra è però sempre molto forte.

E un Catanese, nato a Catania, cresciuto ai piedi del vulcano non starà mai lontano per troppo tempo dalla sua città.

Anzi come Giuseppe Castiglia, noto comico e cabarettista etneo, ha scritto nella sua composizione “Catania (Figghiozza D’o Pattri Eternu)”, vero e proprio inno alla città di Catania, il richiamo di questa terra è talmente forte che: “Quannu mi sapi luntanu du ionna ca so vuci d’angelu mi dici “torna”.

Non sembra il caso di Giampiero Mughini: giornalista, critico, scrittore e opinionista, nato a Catania nel 1941, che ha trascorso la sua vita nel capoluogo etneo fino al trasferimento a Roma nel Gennaio del 1970.

Le dichiarazioni rilasciate dall’ospite di giornata, Mughini, durante il programma televisivo “Vieni da Me”, condotto da Caterina Balivo, ed andato in onda il 14 gennaio 2019 su Rai Uno, hanno portato con sé una scia di polemiche e veleni.

In particolare, quando da un cassetto la conduttrice estraeva una zebra, alludendo alla nota fede calcistica juventina del giornalista, quest’ultimo non si ferma solo a raccontare cosa lo aveva avvicinato alla Juventus, ma la paragona a una vera e propria salvezza: “Ho amato la Juve ed è stata la scelta più importante della mia vita. Pensa se io avessi amato l’Acireale o il Catania….

Rinnegando di fatto le proprie origini, non si può circoscrivere l’episodio e la dichiarazione come un infelice dichiarazione legata al calcio. Durante la trasmissione calcistica “Tiki Taka” condotta da Pierluigi Pardo ed andata in onda nel novembre 2014 in diretta su Italia1, Mughini, ospite in salotto, ebbe da discutere con l’allora presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. Quest’ultimo, innamorato del sud e della “sua” Palermo, friulano di nascita e così legato alla sua terra, non negò di aver trovato una qualità della vita migliore in Sicilia. Dichiarazioni diametralmente opposte furono quelle dell’opinionista che ebbe da dichiararsi sfortunato di non essere nato a Parigi, preferendo la Francia al mare siciliano. Affermando che anche Leonardo Sciascia diceva: “mi alzo delle mattine e penso della Sicilia ciò che ne pensa la Liga Veneta”.

C’è da dire che anche lo stesso Sciascia nel gennaio del 1987 si sbagliò, attaccando duramente il giudice Paolo Borsellino, con un articolo intitolato “I Professionisti dell’Antimafia” e pubblicato sul “Corriere della Sera”, definendolo non meritevole del ruolo che stava per ricoprire nella magistratura.

La Sicilia non si rinnega, se ci nasci ci vuoi anche morire, perché nessun posto è uguale a questo, nessuna casa è più casa di questa.

Catania non rinnega mai i suoi figli, ma di figli ingrati ne ha visti ben troppi. Nonostante ciò rimane una città di cui puoi innamorarti perdutamente in un solo istante, che basta solo per l’eternità.

(Fonte foto: gossipetv.com)

Ugo Zinna

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