MA L’ALLENATORE?

La solita girandola di nomi, di calciatori, di allenatori che si sussegue alla fine di ogni campionato. La stessa melodia che anziché partire dalle idee del direttore d’orchestra (leggasi allenatore), messo lì proprio per progettare e armonizzare con la propria banda in virtù delle melodie da suonare, sembra già essere composta, almeno in parte, dalla dirigenza. Certo, quelle che circolano in questi giorni sono solo voci di mercato che finora non trovano nessun fondamento, ma che suonano quantomeno strane, specie alla luce della conferenza stampa di qualche giorno fa, in cui era emerso che la dirigenza avrebbe costruito la squadra di concerto col tecnico.

Già, ma quale tecnico? Dal ritorno di Lucarelli, alla permanenza di Sottil, da Camplone a Italiano e Modica, per poi passare a D’Anna, si continua ad alimentare una lista che con il prolungarsi del silenzio della società rischia di diventare sempre più sostanziosa e tendente all’infinito. Perché in parallelo a quella si allunga sempre di più la sequela di nomi, vecchi e nuovi, di coloro che potrebbero calcare il campo con addosso la maglia rossazzurra: da Palumbo ad Awua, da Camilli fino a Furlan.

In questo vuoto di notizie, supposizioni e improbabili scoop, salta fuori su Instagram una foto che potrebbe voler dire tutto o forse, com’è più probabile, non vuole dire niente se non quello che già viene mostrato: Beppe Mascara che si gode l’avvento dell’estate insieme all’amico Sottil sorseggiando una birra “alla faccia di chi li vuole male“.

Leggiamo, allora, questo banale scorcio “social” di vita vissuta, come il passaggio di un testimone, aggiungendo il profilo del numero 10 di Caltagirone alla già infinita lista. Perché Mascara potrebbe , in effetti, essere il nome giusto da associare alla panchina del Catania, l’ultimo del gruppo, ma solo per data, in possesso del carisma e del peso che solo un catanese che indossa i suoi colori può avere.

O forse non c’è da “aspettarsi” proprio niente e bisognerebbe soltanto aspettare… ma quanto tempo ancora?

Simone Caffi

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