CATANIA: UNA VORAGINE, POI IL RISCATTO DI BARISIC

melfi

Dopo la vittoria nel segno del baby rossazzurro Di Grazia nel derby contro il Messina, il Catania si reca in quel di Melfi, laddove nella passata stagione grande protagonista fu Andrea Russotto. E proprio il numero 10 etneo torna ad essere titolare dopo quattro panchine di fila. Confermata invece la diga a centrocampo ed in difesa inoltre ritorna Nava sulla fascia destra.

Il match non decolla. Le due squadre infatti si annullano a vicenda e non riescono mai a concludere efficacemente verso la porta avversaria. Gli uomini di Rigoli non rischiano molto, ma cercano troppo spesso la profondità piuttosto che gestire e costruire una manovra di gioco veramente offensiva. Spesso gli ospiti preferiscono optare per le conclusioni dalla distanza, senza però riuscire a dimostrare che Gragnaniello sia miope. Nonostante ciò, sul finale del primo tempo proprio i siciliani si affacciano per due volte di fronte alla porta dei padroni di casa: al 32′ con Drausio di testa e al 39′ con Di Grazia a tu per tu col portiere avversario, che in entrambe le occasioni chiude la saracinesca.

La seconda frazione di gioco inizia con il Catania in avanti, soprattutto attraverso le incursioni di Russotto e Di Grazia, anche se queste non vengono mai ribattute in porta con la cattiveria necessaria a far gol. E così, sorprendentemente, è il Melfi a passare in vantaggio: Defendi al 52′ sfrutta una voragine della retroguardia etnea e punisce Pisseri. Un pallone che passa in mezzo a sei gambe e così la partita si mette in salita. Gli ospiti dunque si gettano in area avversaria per venti minuti, senza però mai trovare l’appiglio giusto per giungere al pareggio. Tante le occasioni create, ma troppe volte le conclusioni sono indirizzate in bocca al portiere. Entrano Paolucci, Barisic e Mazzarani. Il primo delude, gli ultimi due invece regalano il pari al minuto 82: il neo acquisto rossazzurro salta abilmente un avversario e pesca Russotto sulla fascia, che di prima intenzione crossa a Barisic. Un colpo di testa che vale un punto.

Il Catania visto a Melfi manca, per l’ennesima volta, l’appuntamento col salto di qualità. Prova di maturità fallita per gli uomini di Rigoli che, per la qualità tecnica dell’avversario, avrebbero potuto sicuramente portare a casa il bottino pieno. Invece così non è stato: gli attaccanti rossazzurri mancano ancora di cattiveria sotto porta, risultando troppo sterili nel concludere a rete. Le uniche note positive sono l’ormai solita concretezza di Bucolo, che sopperisce ad un evidente calo di Biagianti e di Di Cecco; l’esordio di Mazzarani che, in pochi minuti, è stato determinante per raggiungere il pareggio e ha fatto vedere le sue non indifferenti doti tecniche; infine il riscatto di Barisic che, una settimana dopo aver fallito il match contro il Messina, trova un gol pesante che sicuramente lo aiuterà psicologicamente nel prosieguo del campionato.

Insomma, un’altra occasione persa per conquistare tre punti, frutto di una squadra che ancora non ha acquisito una vera e propria mentalità vincente. E adesso sotto col Lecce

Federico Fasone

 

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