CATANIA FORMATO TRASFERTA: COSÌ NON VA

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Inutile nascondersi, ad ormai una sola giornata dal termine di questo campionato di Serie C, il bilancio complessivo della stagione rossazzurra non può che essere negativo. Fra frizioni con la tifoseria risolte solo in parte, una rosa dal rendimento altalenante e due allenatori che, loro malgrado, si sono alternati non riuscendo comunque – nel caso di Novellino che è succeduto a Sottil – a portare quella ventata di novità e di equilibrio (tattico ma soprattutto mentale) che serviva agli etnei per provare a vincere il campionato, con un quarto posto ormai all’orizzonte il Catania non può dirsi di certo soddisfatto.

Com’è noto, sin dal ritiro estivo la stagione è partita “ad handicap” a causa della vicenda ripescaggi e del successivo rimescolamento del campionato, il che, fra ricorsi e controricorsi, ha portato i rossazzurri a cominciare un campionato ad ottobre con una Juve Stabia già da inseguire. Tuttavia, nonostante questa premessa e una buona dose di sfortuna, era doveroso aspettarsi un cammino diverso da una squadra che almeno sulla carta quest’anno doveva lottare per il vertice della classifica.

Tanti, forse troppi, gli aspetti su cui questo Catania doveva e deve – perché ci sono ancora dei play-off da disputare – migliorare. Uno su tutti, è sicuramente il rendimento in trasferta, un limite che i rossazzurri avevano avuto già nella precedente gestione Lucarelli e che, probabilmente, alla fine fu uno dei principali che portò il Catania a chiudere la stagione al secondo posto dietro ad uno stoico Lecce. Quest’anno era quindi lecito aspettarsi qualcosa di più, perché una squadra che punta al vertice deve riuscire a portare a casa punti anche quando non si trova fra le mure amiche.

Stando ai numeri, invece, ci rendiamo subito conto di come ciò non sia avvenuto. Non a caso, il confronto delle classifiche casa/trasferta in merito agli etnei è impietoso: lontano dal Massimino il Catania ha infatti collezionato solo 21 punti, con 5 vittorie, 6 pareggi e ben 7 sconfitte. Troppi i gol presi (20) e una fase offensiva che ha faticato a reggere l’urto, mettendone a segno soltanto 16.

Ben diverso invece è stato invece il rendimento in casa, dove capitan Biagianti e compagni non hanno vinto solo in tre occasioni: contro il Catanzaro di Auteri (0-2), contro la Viterbese qualche settimana fa (0-1) e in ultimo nel confronto contro il Potenza, alla prima uscita di Mister Novellino nella panchina etnea. Anche il rullino gol fatti/subiti è opposto: ben 31 i gol fatti (quarto attacco del campionato) e solo 8 quelli subiti (seconda miglior difesa dopo la Juve Stabia con 7). Grandi prestazioni che hanno portato ben 43 punti complessivi ad una giornata dal termine dietro solo ai 48 conquistati in casa dal Trapani.

In ottica playoff quindi, se il Catania vuole avere una speranza di arrivare fino in fondo deve sicuramente invertire questa tendenza, visto e considerato che, superato il primo turno a gara secca, poi si tratterà di doppie sfide andata e ritorno.
Riuscirà mister Novellino a curare “il mal di trasferta” dei suoi uomini? Parola al campo.

(fonte foto: calciocatania.it)

Marcello Mazzari

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