ZIDANE, LA CHAMPIONS, MA ANCHE IL CATANIA E LA SERIE B!

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C’è un filo conduttore che va da Catania fino in Toscana. La magnifica stagione, che ha portato il Catania, sin qui, alle semifinali nazionali play-off di Serie C della stagione 2017-2018, porta la firma di Cristiano Lucarelli: allenatore giovane, dotato di innato carisma e senso d’appartenenza. Con lui alla guida il Catania ha infranto qualsiasi record nella categoria. Ha inciso sulla pelle dei calciatori la dote camaleontica di adattarsi a molti moduli di gioco senza snaturare l’indole offensiva: in particolare il 3-5-2 ed il 4-3-3 sono i suoi marchi di fabbrica.

Cristiano Lucarelli, livornese doc, è parte integrante della rinascita del Catania. Ritenuto responsabile in almeno un paio di scivoloni stagionali (si ricorda soprattutto la disfatta per 5-0 in casa del Monopoli), il tecnico labronico non ha mai mollato ed è sempre stato pronto ad assumersi le responsabilità come pochi uomini nel mondo del calcio sanno fare. Chiudendo in seconda posizione il lungo campionato di Serie C ha sin qui superato l’ostacolo FeralpiSalò e si appresta ad affrontare la gara di ritorno contro un’altra formazione toscana: il Siena, dopo l’ingiusta e immeritata sconfitta nella gara d’andata in trasferta per 1-0.

Il Catania 2017-2018 ha però molti punti comuni, di contatto, e di estrema somiglianza con quello della stagione 2001-2002. Infatti, l’ultimo salto di categoria del Catania, dalla Serie C alla Serie B, in ordine temporale risale appunto alla stagione 2001-2002. Il Catania di Gaucci, prendendo parte al campionato di Serie C1 girone B, in una sola stagione cambiò tre allenatori: Aldo Ammazzalorso, Pietro Vierchowod, ed infine il duo Graziani-Pellegrino. Quest’ultimi riuscirono a portare il Catania in terza posizione in campionato, vinto dall’Ascoli, accedendo così di diritto ai play-off del girone B. All’epoca i gironi erano solo due: le prime classificate ottenevano di diritto la promozione in B, dalla seconda alla quinta posizione, si disputavano i play-off, i quali premiavano solo una squadra. Il Catania, come ormai la storia ci ricorda, sconfisse Pescara e Taranto, ottenendo così una sofferta e meritata promozione in B.

Nel contempo, il Girone A di quella stagione si concluse col primo posto e promozione diretta del Livorno in B, proprio come accaduto quest’anno.

C di Capitano.

Il capitano indiscusso del Catania 2017-2018 e di molti anni passati è Marco Biagianti: assolutamente catanese d’adozione, dal cuore rossazzurro, il capitano numero 27 è fiorentino di nascita. Corsa, grinta e determinazione fanno di Marco la vera anima del Catania. Le stesse qualità aveva Giuseppe Baronchelli. Seppur con un ruolo diverso da Biagianti, l’ex difensore rossazzurro fu l’uomo di esperienza, carisma ed innato attaccamento alla maglia, tanto da divenire capitano durante il periodo 2000-2003, durante il quale con 47 presenze e 3 gol trascinò il Catania in B. Baronchelli, con un passato tra Serie A, Serie B e Segunda Division spagnola, conta anche importanti presenze con altre due squadre toscane Lucchese e Fiorentina.

Ancora statistiche.

In Italia

L’annata 2001-2002 del calcio italiano somiglia alla stagione che si è appena conclusa: infatti la Serie A fu vinta dalla Juventus, l’Hellas Verona venne retrocesso in Serie B e l’Udinese conquistò la salvezza solo all’ultima giornata. Il titolo di capocannoniere fu vinto dal duo Hubner-Trezeguet con lo stesso numero di realizzazioni come è successo in quest’ultima stagione con Icardi e Immobile. In Serie B, l’Empoli, altra toscana, ottenne la promozione in Serie A, nel frattempo la Ternana non riuscì ad evitare la discesa in Serie C.

In Europa

La Champions League venne vinta dal Real Madrid con un gol di Zinedine Zidane che fa ancora il giro del mondo; invece in Primera Division (Spagna) il Las Palmas fu retrocesso in Segunda Liga, come nella stagione appena conclusasi. In Germania il Colonia, come appena 16 anni fa, è retrocesso.

Può e deve essere l’anno giusto per il Catania: la storia infatti può ripetersi e può anche essere riscritta!

Ugo Zinna

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