SEI VITTORIE DI FILA? VANIFICATE SOLAMENTE!

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Dopo la clamorosa debacle contro l’ex Rigoli, il Catania si reca a Reggio per riprendere la corsa. Su un campo ostico ed un manto erboso in condizioni a dir poco penose, i rossazzurri dominano letteralmente la partita. Almeno sei palle nitide per gli uomini di Lucarelli che, però, raccolgono molto di meno. Nei primi dieci minuti i più in voga sono sicuramente Mazzarani, Russotto e Curiale, ma la mira e soprattutto Cucchietti evitano il vantaggio etneo. Così al 17′ giunge l’occasione ghiotta per i padroni di casa, che dal canto loro non si fanno attendere: Bianchimano salta Aya e spara a botta sicura alle spalle di Pisseri. Il Catania, però, non si scoraggia e cerca ancora il gol. Sette minuti più tardi, infatti, è Caccetta a sfiorare il pareggio, ma è ancora Cucchietti a superarsi per mandare la sfera in calcio d’angolo. I siciliani non demordono e provano ad attaccare a testa bassa. La perseveranza li premia poco prima dello scadere della prima frazione di gioco: Marchese pesca la testa di Curiale, che è lesto ad impattare il pallone dell’1-1.

Nel secondo tempo è paradossale il ritmo assunto dalle due squadre. Blande e senza osare troppo, con un atteggiamento fin troppo attendista da parte dei rossazzurri che dovrebbero giocare per i tre punti. Invece il centrocampo è fermo, né riesce a supportare gli attaccanti, completamente isolati in una manovra scialba e senz’arte né parte. Russotto è praticamente un fantasma, mentre gli esterni non riescono più a spingere. Lucarelli non cambia nessun giocatore, inserendo solamente negli ultimi minuti Ripa e Zé Turbo, ma il problema sta nel fatto che i palloni non arrivino proprio in quella zona del campo. Così la Reggina ammazza gli ospiti: Bianchimano al 94′ trafigge Pisseri per la seconda volta. Catania a casa, nuovamente, a bocca asciutta.

Era necessario vincere per dimostrare che la lezione fosse stata imparata. Invece si esce dal “Granillo” solamente con un’altra delusione. Vanificate le sei vittorie consecutive in un solo attimo. La Serie C è un campionato complesso in cui solamente i nervi ed il carattere possono fare la differenza. Questa squadra deve crescere tanto. E basta coi proclami.

Federico Fasone

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