SPORCHI, BRUTTI E CATTIVI: SI VINCE ANCHE COSÌ

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L’augurio di ogni tifoso, di ogni membro di staff tecnico e società e di ogni calciatore che scende in campo è quello di imporre il proprio gioco, esprimere le trame programmate in settimana e riuscire ad essere lucidi in zona gol, ma, purtroppo, tutti sanno che ciò non potrà avvenire sempre. La gara di sabato, la quale ha portato per la terza volta consecutiva i tre punti, dando un po’ di slancio per i prossimi impegni, va sicuramente ad iscriversi nelle vittorie sofferte, giunte a dispetto delle difficoltà trovate e dei limiti mostrati sul campo.

Stavolta, a differenza delle precedenti due uscite nelle quali la gara era stata vinta con rotondi e categorici 3-0, i rossazzurri hanno trovato non poche difficoltà nel superare una squadra organizzata come l’Andria, venuta al “Massimino” seguendo la tradizione italica del “catenaccio” e contropiede. Pur comandando il gioco dal punto di vista del possesso palla e del dominio territoriale, il Catania non è riuscito per quasi tutti i novanta minuti a scardinare la difesa avversaria e, ironia della sorte, ha rischiato in almeno un paio di occasioni di andare sotto nel punteggio, spinto dalla voglia matta di agguantare il bottino pieno.

A volte ci vuole anche fortuna: l’analisi, in caso di gol dell’Andria sarebbe stata di cieca e sconsiderata furia che ha sbilanciato eccessivamente la squadra, passata quasi al 4-2-4, ed invece ci porta a considerare quella di sabato come una prova di carattere e di ritrovata voglia di vincere. Il gol di Lodi, oltre a rendere meno incombente la problematica riguardante il ruolo di centravanti, evidente grande anello debole della catena forgiata da mister Lucarelli, ha un grande valore psicologico, impedendo a questa squadra di ripiombare nel pessimismo generale. Vista la risposta data dalla tifoseria, oltre 10mila presenze registrate, l’unione fra Catania ed il Catania, con buona pace di qualsiasi amministratore comunale, sembra tornata ai fasti di un tempo. Ciò sarà a dir poco decisivo per il raggiungimento dell’unico obiettivo che può interessare ad una piazza come Catania, affamata di calcio di alto livello, ovvero sia la promozione diretta o mediante playoff che sia.

Per riuscirvi, oltre a dover esprimere un bel gioco come contro il Lecce, oltre a dover recuperare almeno uno tra Ripa e Curiale dal punto di vista della condizione fisica, bisogna essere anche, quando non si è belli da vedere, cattivi ed affamati. E questo gruppo lo è certamente più di quello della passata stagione.

Claudio Maggio

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