SCANDALO “I TRENI DEL GOL”: EMERGONO NUOVI SCENARI

Emergono nuovi sviluppi per la famigerata vicenda “I treni del gol” che, quasi un anno addietro, comprometteva le sorti della Catania calcistica. E, scherzo del destino, a fare da motivo dominante, è ancora una volta la dicotomia tra tifoseria e proprietà. Da un lato, infatti, suscita non poca curiosità il fatto che una trentina di sostenitori etnei siano stati ammessi come parte civile al processo, insieme a Federazione Giuoco Calcio, Lega Serie B, Confconsumatori e Codacons.

Nello specifico, sono sette i supporters accettati come parte civile in quanto a avevano sottoscritto la tessera per la stagione 2014/2015 con “aspettativa di presenziare a manifestazioni sportive corrette” e avevano poi rinnovato l’abbonamento per la stagione 2015/2016. Saranno più di 20, invece, i tifosi che saranno parte civile in quanto titolari di un abbonamento e uno soltanto in qualità di possessore di biglietto di Curva per la partita Catania-Livorno del 2 Maggio, finita sul banco dei match incriminati.

Su un altro versante, invece, fanno eco le parole dell’avvocato di Antonino Pulvirenti, il Professor Giovanni Grasso. In particolare, il legale chiede che il suo assistito non venga processato in quanto «il pubblico ministero ha fornito solo parte dei file audio delle intercettazioni che riguardano l’interezza dell’indagine» . Una mancanza che, secondo Grasso, renderebbe nullo il procedimento a carico dell’ex presidente della società di via Magenta. Altro elemento su cui fa leva la difesa di Pulvirenti è che le intercettazioni da cui poi successivamente è emerso lo scandalo “I treni del gol” erano state in un primo tempo disposte per una motivazione diversa, e cioè in conseguenza di una denuncia esposta dallo stesso Antonino Pulvirenti a seguito di minacce ricevute da alcuni tifosi, tra cui una lettera – giunta a Torre del Grifo – con all’interno una pallottola.

Uno scenario particolarmente complesso, pertanto, quello su cui dovrà fare chiarezza la giudice Francesca Carcione, che giorno 9 Giugno si pronuncerà sulle richieste di nullità. Nel frattempo, a fare da spettatrice interessata, c’è una piazza che, a quasi un anno di distanza, porta ancora i segni di una ferita per nulla rimarginata. Una città prepotentemente declassata dal punto di vista sportivo, colpita nel suo punto più debole: l’amore per i colori rossazzurri.

Antonio Longo

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