Rosina, riprenditi il Catania!

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23 luglio 2014, Alessandro Rosina è ufficialmente un giocatore del Catania. I tifosi rossazzurri impazziscono di gioia, sognano con lui e Calaiò il ritorno immediato in Serie A a suon di gol e magie.

L’entusiasmo è alle stelle, Rosina inizia a dar spettacolo sin dalle prime battute  del ritiro estivo a Torre del Grifo. Velocità, dribbling, gol: l’ex allenatore etneo Maurizio Pellegrino grida già al “fenomeno”.

Poi, però, inizia il campionato ed ecco che l’illusorietà dei sogni di gloria comincia via via a sgretolarsi. Il Catania parte male, anzi malissimo. Il girone d’andata è un totale fallimento, con Pellegrino e Sannino ad alternarsi in panchina e soli 21 punti raccolti.

Siamo dinanzi a una tragedia sportiva, i rossazzurri sembrano essere entrati in un vortice infinito che potrebbe condannarli per la seconda volta consecutiva alla retrocessione.

Alessandro si danna l’anima, corre per tutto il campo senza fermarsi mai, fase difensiva o offensiva non ha importanza per lui. Riesce pure a siglare 6 reti, risultando il secondo marcatore della squadra proprio dopo il suo amico Emanuele Calaiò.

Sembra mancare qualcosa però, in molti iniziano ad accorgersene man mano che le giornate di campionato passano inesorabilmente. Già, Rosina non riesce a incidere in modo determinante sulle partite, non trova più quei guizzi decisivi che avevano fatto innamorare di lui le piazze di Torino e Siena.

A gennaio, la società decide di andare in “all in”, rischia il tutto per tutto: squadra rivoluzionata, panchina a Dario Marcolin. L’inizio del girone di ritorno sembra incoraggiante e anche il numero 10 pare essere ritornato il folletto geniale che tutti conoscono (meravigliosa, a proposito di ciò, la punizione contro la Pro Vercelli).

Ma è solo apparenza, soltanto fumo che va a posarsi sugli occhi ammaccati e tristi dei fedelissimi dal cuore rossazzurro. Anche il girone di ritorno, infatti, non cambia le sorti di un Catania deludente e ormai anni luce lontano dai tempi del “piccolo Barcellona”. Rosina si è ormai allineato alla mediocrità generale del collettivo, appare stanco all’inverosimile, sbaglia molto e non segna più. Il talento cristallino pare essere sopito, sopraffatto dall’affanno di chi è consapevole di non aver fatto ciò che sarebbe in grado di fare pure ad occhi chiusi.

A una giornata dal termine della stagione più amara della storia recente etnea, la squadra dell’ex vice di Mihajlovic dovrà assolutamente fare punti a Carpi per evitare lo spettro dei play-out. 1 o 3 non è importante, ciò che conta davvero sarà non tornare dal “Cabassi” a mani vuote.

E chissà che non sia proprio Alessandro Rosina a decidere la contesa, illuminando la serata emiliana con una gemma preziosa delle sue.

Finta e tiro a giro sul palo più lontano, punizione da far strabuzzare gli occhi o bolide sotto l’incrocio dalla lunga distanza non fa differenza. Ciò che i tifosi sperano è solo che Rosina, almeno per una sera, torni a fare… Rosina!

Daniele D’Alessandro

 

 

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