POZZE-POCOBON: PERCHÉ?

La difficile stagione di Demiro Pozzebon lascia l’amaro in bocca a coloro i quali avevano sognato in grande al suo arrivo di gennaio, strappato ai cugini del Messina. L’attaccante romano non è riuscito ad imporsi ai piedi dell’Etna come invece gli era riuscito qualche chilometro più a nord, segnando ben 9 gol nella sola prima parte di stagione e fornendo anche 2 assist. Non sono così esaltanti, invece, i numeri del girone di ritorno, in cui Pozzebon ha messo a segno soltanto 2 gol in 15 presenze.
Sono varie le motivazioni per cui il calciatore non è riuscito ad esprimersi ad alti livelli di rendimento, ma sicuramente l’importanza della piazza è la più importante, accompagnata ovviamente dalla scarsa condizione fisica. Infatti, in quel di Messina è stato facile per Pozzebon andare spesso in gol poiché il gioco della squadra era sviluppato in maniera tale da porre il bomber come protagonista dell’ultima fase di gioco. A Catania, invece, il ruolo del nuovo arrivato Pozzebon non è stato considerato come soluzione primaria dell’evoluzione del gioco, ma come una delle tante possibile. Ne è esempio il buon numero di gol messo a segno dal trequartista Andrea Mazzarani (9), o dal buon numero di gol segnato dagli esterni d’attacco, in particolare da Di Grazia.
In parole povere, non aver avuto punti di riferimento nella prima parte di stagione ha condizionato i risultati del numero 9, che non ha più ricevuto la maggior parte dei palloni giocati dai rifinitori del Catania. Sarà compito del prossimo allenatore rendere Pozzebon ancora protagonista indiscusso della manovra offensiva, costruendo un gioco meno confuso, più efficace e sicuramente più prolifico.
(Fonte foto: calciocatania.it)

Carlo Maria Castiglione

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