NON ESISTONO PIÙ ALIBI: CATANIA FAI BATTAGLIA!

Alle beffe non ci si abitua mai. Già perché quella subita qualche giorno fa in casa della Robur, questo è: una frustrante ed immeritata beffa, di quelle che lasciano l’amaro in bocca per parecchio tempo e che fanno scalpitare già dal giorno dopo, perché si vuole subito rimediare, perché si desidera cambiare quell’assurdo finale.

Nell’attesa dello scontro di ritorno, la rabbia e la voglia di rivincita, staranno divampando nei cuori dell’11 di Lucarelli.  L’importante è incanalare, in binari positivi, tutto quello che di negativo è stato accumulato in questi giorni, facendo esplodere la voglia di vincere sul campo attraverso la lotta, sportiva si intende, contro l’avversario.

Non solo inseguendo i senesi in maniera spasmodica in ogni angolo del rettangolo di gioco, impossibile così superare il muro bianconero, ma nella resilienza, nell’attesa di saper colpire al momento giusto con cattiveria e cinismo, senza concedersi il lusso di sbagliare. Certo, per vincere bisogna correre più degli altri: questa è la Serie C. Ma se queste partite ci hanno insegnato qualcosa è che i successi nei play-off vadano acciuffati anche con la testa, con l’abilità nel ferire l’avversario alla sua prima sbavatura e in ogni suo piccolo errore. Senza disperdere energie utili per conservare la lucidità mentale sotto porta, nel momento decisivo.

Più volte gli etnei hanno graziato il nemico giusto prima di assestare il colpo del K.O., vacillando, per sfortuna o per poca freddezza, quando le prime difficoltà si sono parate davanti.

È finalmente arrivata l’ora in cui ogni amarezza, meritata o immeritata, può essere riscattata. L’ora in cui il barrito del “Massimino” può tornare a riaffermare la sua legge: da qui non si passa.

In 20 mila per sbaragliare l’ultimo ostacolo verso la finale. Adesso non ci sono scuse: “Ribaltiamola!”.

Simone Caffi

 

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