MARCHESE SI PRESENTA: “SONO TORNATO A CASA”. LO MONACO: “ABBIAMO QUASI CHIUSO DUE OPERAZIONI, BASTRINI ALLA CREMONESE”

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Un ritorno ha sempre un sapore diverso, particolare. Magico. A maggior ragione se lo si compie per la terza volta. Giovanni Marchese e il Catania, la storia ricomincia. Di nuovo, più forte e passionale che mai. A Torre del Grifo, stamattina, il terzino di Delia è stato presentato ufficialmente alla stampa, accompagnato ovviamente dall’amministratore delegato rossazzurro – nonchè fautore dell’operazione – Pietro Lo Monaco, dal direttore sportivo Christian Argurio e dal presidente Davide Franco. Sorrisi, emozioni, voglia di mettere in atto una seconda parte di campionato scintillante per portare il club dell’Elefante sempre più in alto. Queste le parole dei protagonisti intervenuti stamane nella “Sala Conferenze” del quartier generale etneo.

Giovanni Marchese: “Sono emozionato, felicissimo di essere qua. Spero di dare il mio contributo per cercare di riportare il Catania dove merita di stare. Speriamo tutti insieme di far bene, bisogna remare tutti uniti verso l’unico obiettivo che è la Serie B. Il numero di maglia? Ancora non ho scelto, sto aspettando che qualcuno magari vada via per poter decidere. Quando penso alla promozione, a quello che ho fatto col Catania, mi viene la pelle d’oca, cosa che nessun’altra piazza mi provoca. La difesa a 3? Penso che possiamo benissimo mettere in atto questo modulo, poi sarà il mister a decidere. E’ fondamentale che noi difensori iniziamo l’azione girando la palla, per poter pianificare la trama di gioco e creare i presupposti per fare male in avanti. Le prospettive future? Tutti quanti insieme dovremo lavorare, non gioca solo Marchese. Bisogna entrare nella mentalità giusta, se l’acquisiamo abbiamo grosse possibilità di far bene e andare in Serie B. Mister Rigoli? E’ un grande allenatore, è una persona che sa cosa fare. Man mano che mi allenavo speravo che la società potesse offrirmi la possibilità di firmare per il Catania, le emozioni che mi ha regalato questa piazza non me le ha regalate nessun’altra. Essendo siciliano ho una grande responsabilità, metterò il sangue in campo. Ringrazio la società per aver creduto in me, dal primo giorno in cui sono arrivato a Torre del Grifo hanno cominciato subito a chiedermi se volessi tornare qui. La Lega Pro? E’ un campionato difficile, ho visto qualche partita in tv. E’ un girone molto complicato, si va a giocare in campi abbastanza insidiosi. Noi però dobbiamo imporre il nostro gioco, acquisire la mentalità vincente. 15 punti dalla vetta non sono molti, bisogna vincere in trasferta e macinare punti perché i giocatori importanti ci sono. Una volta giunti stabilmente in zona play-off, potremo iniziare a sognare la promozione diretta. La squadra è competitiva, in tutti i reparti, anche in attacco. Davanti, secondo me, abbiamo una qualità impressionante: se ci si convince di poter fare bene, qualsiasi attaccante può andare in doppia cifra. Il mio ritorno? L’impatto è stato bellissimo, è stato come tornare a casa in famiglia. Il direttore è il numero 1, ti convince soltanto dicendoti ‘ciao’. Sono bastate poche parole per far conciliare le nostre volontà, entrambi volevamo questo matrimonio. Marco Biagianti mi tartassava ogni giorno chiedendomi se avessi firmato, io gli rispondevo di stare tranquillo perché la situazione si sarebbe sistemata. Perché ho firmato il 12? Volevo firmare in questa data, sono stato contento ma è stata una pura casualità.  Ricordo più bello qui? Sicuramente il 28 Maggio 2006, la promozione in Serie A è indimenticabile. Rapporto con i tifosi? Non è vero che ci sono rimasti male quando sono andato via, loro mi hanno sempre apprezzato per quello che ho fatto in campo”.

Pietro Lo Monaco: “L’arrivo di Giovanni Marchese è un altro passo verso la nostra rinascita. La piazza merita di stare a certi livelli di cui noi dobbiamo riappropiarci. Tutto passa dal piano di risanamento e dall’aspetto tecnico. La nostra difesa ce l’hanno in poche squadre in Serie B. A gennaio cercheremo di completare quello che non abbiamo fatto in estate. Qualcuno è partito, altri partiranno, anche se alcuni tentennano sul loro trasferimento. Giovanni, al di là dell’affetto, è un giocatore di grande spessore, sia umano che squisitamente tecnico. Dovremmo fare altre due-tre cosette, sono situazioni quasi concretizzate ma senza firma non possiamo dire altro al momento. Bastrini alla Cremonese? Con il club lombardo abbiamo un accordo, lunedì si definirà il tutto. Alessandro è un ragazzo su cui noi puntavamo, un professionista esemplare, però le scelte del Catania sono primarie rispetto a tutto. Noi lo ringraziamo, così come gli altri che sono andati via. L’arrivo del nuovo attaccante è legato alla partenza di un over. Per uno che esce, ne entra un altro. Altrimenti abbiamo le mani legate. Stiamo cercando di portare avanti certi ‘giochetti’. Speranze di riduzione della penalizzazione? La sanzione della Fifa è definitiva. Noi abbiamo fatto un tentativo mettendoci d’accordo con il Racing. La Fifa non ha ritenuto rilevante questo accordo, bisognava trovare una soluzione politica con la FIGC che avrebbe dovuto entrare dentro la questione in prima persona. E vi dirò di più, in estate potremmo dover affrontare nuove questioni di questo tipo. Non è una situazione bellissima, noi però stiamo lavorando duramente. Stiamo trattando con il Boca per Escalante e Peruzzi su delicate questioni debitorie, dovremmo sistemare tutto effettuando delle transazioni. Abbiamo sistemato la questione Chrapek, la questione con il Saint-Étienne per Bergessio. Rinaudo? E’ la questione decisamente più complicata. Il ritorno di Lodi? Non so se è una situazione mai partita, specie quando sento di squadre come il Bari pronte a offrirgli ingaggi decisamente importanti. E’ una scelta che deve fare il giocatore, noi non possiamo fare molto. Quella di Ciccio è una storia che va avanti da mesi, lui non ha ancora risolto il contratto con l’Udinese. Al momento mi sembrano chiacchiere da bar, i friulani non paiono propensi a liberarlo gratis. Poi nella vita non si può mai sapere. Il nuovo attaccante? Vediamo come si evolverà la situazione, bisogna considerare diversi fattori a riguardo. Di Piazza ad esempio non ha mai fatto tantissimi gol in carriera, mentre Calil sì. Io credo che il nostro organico sia uno dei migliori del campionato, abbiamo buttato purtroppo tanti, forse troppi, punti. Adesso dovremo dare uno strappo per raggiungere i play-off, una lotta diventata forse più intrigante rispetto alla bagarre per il primo posto. Il rinnovo di Bergamelli? Noi vogliamo continuare questo rapporto, abbiamo quasi raggiunto un accordo vicino ai desideri del giocatore. Vedrete che prima o poi arriverà la notizia che lui ha rinnovato”.

Christian Argurio: Di Marchese al Catania c’è poco da dire, ha fatto la storia recente di questo club. E’ un giocatore che è stato da sempre legato ai colori rossazzurri. Da tempo si allenava con noi, con grande professionalità e spirito propositivo. Abbiamo sposato la sua idea di tornare a vestire questa maglia, è un giocatore di livello superiore alla Lega Pro. Aveva richieste dalla Serie B, ma ha fatto questa scelta e si è legato per sempre al Catania. Siamo orgogliosi di ciò e speriamo di poterci prendere tante soddisfazioni insieme. La maledizione del numero 9? Questo numero al momento è già assegnato, vedremo nei prossimi giorni. Dove dovremo intervenire? Stiamo vagliando diverse situazioni, quello di gennaio è un mercato abbastanza particolare. Vedremo se il mister, data presenza di Giovanni, vorrà provare più moduli: anche a seconda di questa scelta noi ci muoveremo di conseguenza”.

Daniele D’Alessandro

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