IMPORSI IN TRASFERTA: ULTIMA CHIAMATA!

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Quasi obbligata. Come se, per una squadra come il Catania, battere la Vibonese tra le mura amiche fosse una formalità. Perché dopo la debacle di Francavilla, come ribadito anche da un eloquente striscione che domenica campeggiava in Curva Sud, gli occhi della piazza sono puntati alle performance che i rossazzurri sono in grado di offrire fuori dal terreno di gioco del “Massimino”.

È lì infatti che si gioca la vera partita, in grado di chiarire una volta per tutte il valore di questo Catania, nonché le possibili ambizioni in un campionato quanto mai ostico. Ma è chiaro all’unanimità che portare il nome “Catania” imponga un qualcosa in più; un salto di qualità che quantomeno possa evitare che si ripetano tonfi sulla falsa riga di quello maturato in terra pugliese. Ed ecco che la prossima trasferta di Cosenza rappresenta l’ennesimo banco di prova per tecnico e giocatori. O forse l’ultima chiamata. Perché anche la pazienza ha un limite. Soprattutto per una tifoseria reduce da una serie infinita di vicissitudini.

Quello che ci ci aspetta dal Catania formato trasferta è una prova di carattere, all’insegna di quella tanto agognata cattiveria, elemento imprescindibile per una categoria dove i valori tecnici passano spesso in secondo piano. Lo sa bene il direttore Lo Monaco, che ha più volte chiamato in causa i cosiddetti attributi. Quelli che il Catania dovrà per forza di cose mettere in bella mostra in terra calabrese. Prima che sia troppo tardi.

Antonio Longo

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