FUORI LE PALLE!

catania 1946

Caro Catania, ti stanno ancora mancando di rispetto! Per l’ennesima volta…

Ieri si è consumato un altro scempio, una vergogna tale da punizione dietro la lavagna. E forse non basterebbe a rendere l’idea… La penitenza del popolo rossazzurro sembrava essere arrivata al culmine la scorsa estate, ma in verità il peggio pare non avere fine. Sulle ultime curve del tracciato tortuoso del campionato di Lega Pro, il Catania rischia di scivolare dentro un baratro sportivo e, al tempo stesso, amministrativo (non si dimentichi il dilemma della cessione societaria per evitare un fallimento alla lunga inevitabile, n.d.r.) che equivarrebbe al de profundissenza ritorno. Martina Franca è stata l’ennesima tappa dello sconforto e della vergogna per l’intera comunità etnea: ma, in realtà, chi dovrebbe prendersi le responsabilità? Tutti. Proprietà, dirigenza, squadra, staff, sino all’ultimo dei magazzinieri. Nessuno escluso di tutti coloro i quali stanno partecipando a condurre sempre più giù, loro malgrado, la gloriosa società rossazzurra, che quest’anno arriverà al traguardo prestigioso dei 70 anni di storia. Anzi, che dovrebbe raggiungerlo. Di questo passo, ci chiediamo, ci arriverà?

E dopo l’ennesima prova horribilis sciorinata nella provincia pugliese, la dirigenza tutto ad un tratto che fa? Si sveglia e si scuote nuovamente e punisce la squadra, facendo passare il messaggio che sia la seconda responsabile – dopo Pancaro (a proposito anche per l’allontanamento del tecnico ci sono volute settimane d’immobilità insensata) – mandando l’intero gruppo in ritiro forzato sino a nuovo ordine. Ok, ci sta la misura punitiva, forse è stata errata la tempistica. Ci sono volute, però, ben 8 partite, 6 delle quali senza mettere nemmeno un pallone nella porta avversaria e in cui nessuna prova è stata minimamente convincente, per alzare la voce? Pancaro sembrava l’unico male oscuro, così non è in verità. Perché la squadra non c’è più ormai da tempo: come si spiegano le prestazioni mirabolanti del primo quarto di torneo con quelle assolutamente in contrapposizione e opposte della prima metà del girone di ritorno. Metamorfosi inspiegabile, dettata anche da un mercato sbagliato a 360 gradi, in cui si è permesso a un allenatore, che poi (finalmente) è stato cacciato, di fare il bello e il cattivo tempo e di non capirci nulla!

La vittoria contro il Matera, diciamocelo pure, è stata una casualità, così come il pareggio di Cosenza e quello interno contro il Lecce, arrivati per virtù dello Spirito Santo. Questo la dice lunga su una squadra che era considerata la migliore del torneo e, invece, oggi arranca per tirarsi fuori dai play out per non cadere malamente tra i dilettanti. Fermo restando che il futuro della società, a prescindere dal campo, resta incerto e in bilico per mancanza di garanzie e certezze provenienti da una proprietà fantasma.

Smettetela di infangare il Catania e la sua storia gloriosa. I tifosi, la città, tutti colori i quali tengono fedelmente alle sorti del Calcio Catania meritano rispetto! Il futuro è adesso…

Redazione Catania Channel

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