CERCASI GOL DISPERATAMENTE

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Dalle stelle alle stalle in poche settimane. Sono ancora recenti i ricordi di quando il Catania liquidava i malcapitati avversari a suon di gol e spettacolo. La formazione di Pancaro riceveva elogi da ogni dove per la qualità del gioco espresso, con un reparto offensivo considerato quasi un lusso per la categoria.

Una manovra avvolgente, semplice e allo stesso tempo imprevedibile. Una superiorità che in certi frangenti appariva perfino imbarazzante per gli avversari. E, invece, a distanza di poche partite ecco l’involuzione: ad oggi, la strada per il gol tracciata dai rossazzurri sembra essere una degna riproduzione di un labirinto ariostesco. O, se si vuol restare in tema, simile alla “selva oscura” che affligge Dante “nel mezzo del cammin di nostra vita”. Metafora di una crisi esistenziale che, per un motivo o per un altro, sta affliggendo in particolare gli uomini d’attacco designati da Giuseppe Pancaro. Sono infatti solamente due le reti realizzate dal Catania nelle ultime quattro partite. Un media realizzativa a dir poco scadente per una squadra dal tasso tecnico elevato come quella etnea.

Calil, dopo l’exploit del mese di ottobre, sembra aver deciso di tornare a giocare a nascondino tra le maglie delle difese avversarie.
Calderini, dal canto suo, in queste ultime uscite appare “ossessionato” da un incondizionato amore nei confronti del pallone, risultando inoltre impreciso in occasioni più facili da trasformare in gol che da sbagliare.
Non è mai mancata la voglia di fare a Gianvito Plasmati, autore dell’ultimo gol dei rossazzurri contro l’Akragas, tuttavia frenato dai suoi 198 cm che lo rendono praticamente evanescente se non adeguatamente supportato dai compagni di reparto. Stato di forma, inoltre, ancora da recuperare.
Giudizio sospeso per Barisic, Di Grazia e Rossetti, ancora troppo acerbi per pretendere che facciano la differenza in zona gol.

Infine bisogna fare i conti con la sfortuna. Già, quella maledetta sfortuna che ha contemporaneamente relegato ai box Russotto e Falcone, due elementi essenziali per lo sviluppo della manovra offensiva. Il primo, in particolare, oltre che mettere in mostra delle qualità tecniche di categoria superiore, aveva spesso tolto le castagne dal fuoco in virtù della sua abilità sui calci piazzati. Il secondo, invece, aveva dimostrato una non indifferente capacità di “spaccare” la partita subentrando a match in corso. Il loro ritorno, pertanto, appare condizione essenziale affinché l’attacco rossazzurro possa finalmente riaccendere la luce del gol e ritrovare quella “retta via” ad oggi “smarrita”.
Intanto, però, si cercano gol disperatamente.

Antonio Longo

 

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