CATANIA, TRA PENALIZZAZIONI E SCONTI

Notizia delle ultime ore è che la procura Figc, su segnalazione della Covisoc, ha deferito al Tribunale nazionale il legale rappresentante pro-tempore del Catania, Carmelo Antonio Milazzo, “per non aver documentato agli organi federali competenti l’avvenuto deposito della fideiussione bancaria a prima richiesta dell’importo di euro 600.000 nei termini stabiliti dalla normativa federale” nonché “per non aver documentato agli organi federali competenti l’avvenuto pagamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo fino al mese di Aprile 2015”.

Per tali motivi, la società di via Magenta è stata deferita a titolo di responsabilità diretta. La domanda, adesso, è d’obbligo. Quali saranno le ripercussioni dal punto di vista strettamente sportivo? Il Catania potrebbe andare incontro ad una penalizzazione di ulteriori 2 punti – uno per ognuno dei due inadempimenti – da sommare a quella di 9 già inflitta dalla giustizia sportiva per lo scandalo “I treni del gol”.

Tuttavia, proprio in riferimento a quest’ultimo filone di inchiesta, si attende ancora il responso dell’ultimo grado di appello, il quale potrebbe ridurre la penalizzazione alla società etnea di ulteriori 3 punti. Allorché, calcolatrice alla mano, i rossazzurri potrebbero – il condizionale è d’obbligo – comunque ritrovarsi con una penalizzazione totale di 8 punti. Uno in meno rispetto a quella attuale, peraltro già azzerata grazie alle tre vittorie consecutive ottenute nelle prime altrettante uscite contro Matera, Monopoli e Ischia.

Niente paura, pertanto. La squadra, d’altra parte, ha dimostrato di saper fare di necessità virtù, traendo dalle avversità una carica di verve agonistica capace di fare la differenza sul terreno di gioco.

Antonio Longo

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