CATANIA: DOPO LE PRIME 19, LA STRADA È QUELLA GIUSTA

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Dopo aver ottenuto la settima vittoria consecutiva al “Massimino”, record assoluto per i rossazzurri, il Catania ha concluso come meglio non si poteva il girone d’andata. È giunto, quindi, il momento del bilancio di questa prima metà di stagione conclusasi, dopo un inizio stentato, in netto crescendo di risultati e prestazioni. Tale analisi deve tener conto anche della forte penalizzazione, senza la quale la squadra di mister Rigoli sarebbe a soli 5 punti dalla capolista Matera e che inevitabilmente ha condizionato gli etnei.

Vedersi già alla partenza distanti ben 7 punti da tutte le proprie avversarie, come è normale che sia, ha dato poco slancio ad una squadra che, per blasone e storia della città che rappresenta, non può che puntare ai vertici della categoria. Ciò ha portato il Catania, sebbene dopo la vittoria casalinga alla prima giornata contro la Juve Stabia, prossimo avversario e terza forza del torneo, a collezionare nelle successive sei sfide 5 pareggi e una sconfitta (sebbene del tutto immeritata e arrivata nei minuti di recupero nel derby casalingo stradominato contro l’Akragas).

Ritrovatisi all’ultimo posto, con un solo punto in classifica, e con l’ambiente che iniziava a pensare alla possibilità o meno della salvezza diretta, arriva la reazione. La vittoria nel derby contro il Messina, giornata della tripletta del “picciriddu” Di Grazia, lancia quella striscia di vittorie casalinghe ancora ininterrotta, che mieterà altre sei vittime, e sulla quale si baserà la risalita fino alla settima posizione attualmente occupata.

Questo ruolino di marcia porta il Catania ad essere la migliore squadra casalinga del torneo, con 25 punti conquistati sui 30 disponibili. In trasferta, come è da tradizione, l’andamento è stato meno entusiasmante, con soli 9 punti in 9 gare disputate e una sola vittoria sul campo di Cosenza. Una squadra a due facce, che però può iniziare il girone di ritorno con ritrovato entusiasmo e con una posizione in classifica del tutto diversa rispetto a quella di soli due mesi fa. Su tali basi, e anche su qualche innesto dal mercato di riparazione, si fonda la convinzione che i rossazzurri possano diventare più continui anche lontano dalle mura amiche.

Ma quali sono i punti nei quali questa squadra deve migliorare? Guardando i numeri sembra lapalissiano: il Catania ha, infatti, la migliore difesa del torneo, con soli 12 gol subiti, ed ha trovato, sull’asse Pisseri-Gil-Bergamelli, una solidità assoluta che difficilmente consente agli avversari di siglare più d’una marcatura per gara (mai accaduto in tutto il campionato); per quanto riguarda la fase offensiva, invece, le statistiche non premiano questo gruppo, il quale ha siglato 24 reti ed è solo l’ottavo attacco del torneo. Da dove vengono questi problemi? Anche qui le ragioni delle difficoltà in fase realizzativa della formazione di Rigoli sembrano evidenti: sebbene il gioco, soprattutto nelle prime uscite, non sia stato dei più entusiasmanti, balza all’occhio come i due bomber principi di una squadra che domina la maggioranza delle gare disputate, siano due fantasisti come Di Grazia e Mazzarani, fermi peraltro a sole 5 marcature. Considerando che i centravanti in rosa hanno fin qui deluso, si rende necessario correre ai ripari. Anche qui i sostenitori catanesi hanno ragioni per ben sperare; da settimane ormai l’Ad Pietro Lo Monaco parla dell’arrivo sicuro di una, se non due, pedine in quel ruolo. I nomi fatti sono molteplici, da giocatori di categorie superiori a realizzatori principi dell’attuale campionato di Lega Pro, ma l’unica cosa certa è che qualcosa si muoverà alle pendici del vulcano.

Il bilancio si chiude in maniera positiva quindi, con una squadra che è rinata dalle proprie ceneri, ma che adesso deve continuare a puntare in alto e migliorarsi, consci che quanto visto finora potrebbe non bastare per il raggiungimento dell’obiettivo promozione. Bisogna continuare, in campo, sul mercato e sulle tribune, a lavorare duro: la strada sembra essere quella giusta.

Claudio Maggio

 

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